Il libro in una frase
Un libro con una dedica intrigante abbandonato sulla panca di una stazione ferroviaria è per la protagonista Salli un invito a lasciarsi alle spalle il vuoto della propria esistenza per cercare nella sua città natale, cui non torna da anni, un nuovo inizio. Tra memorie affioranti e un amore profondo e complesso, questa storia che, come una matrioska, è contenitore di molte altre storie, dimostra come, solo aprendosi ai mondi degli altri, si riesca a trovare la propria strada nel mondo. Un romanzo per tutte le generazioni, che unisce al dramma la speranza.
Amici di scaffale
Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro; Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez; Il cardillo addolorato di Anna Maria Ortese; Treno di notte per Lisbona di Pascal Mercier; La trilogia della frontiera di Cormac McCarthy; Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams.
Segni particolari
Salli, la protagonista, torna a Torino per cercare la persona offesa e ferita cui è stato regalato un libro, volutamente abbandonato su una panchina della stazione ferroviaria. Questa ricerca la porterà a conoscere Rosé, una donna dura segnata da un passato doloroso in Russia; Gemma, un avvocato di successo con alle spalle un amore tardivo per un uomo tanto più giovane e crudele; Tranvaietu, senzatetto per scelta dopo un evento che ha diviso dolorosamente in due la sua vita; don Romualdo, sacerdote che accoglie gli ultimi in un rifugio dove si offrono non solo un letto e un pasto caldo. E poi c’è Manfredi, il figlio di Rosé, abbandonato alla nascita, così segnato dal rancore da riuscire a convivere solo con i falchi che alleva in una baita in Val di Susa. Tra Salli e Manfredi nascerà un amore difficile, nutrito prevalentemente da telefonate nel cuore della notte. E sarà proprio Manfredi, che ancora non conosce il volto di Salli, a chiedere a Rosé: Raccontami i suoi occhi.
Dove e quando
Torino nel 2006, durante le Olimpiadi invernali.
Tag
#RomanzoGenerazionale #StorieDiVita #MemorieDelPassato #StorieDAmore #SecondaPossibilità
Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
Da anni scrivo, ma sinora gli unici miei libri pubblicati sono stati testi di saggistica in parte collegati al mio lavoro di medico cardiologo e all’interesse da sempre nutrito sull’importanza dell’alimentazione, e molti altri nati dalla collaborazione con don Marcello Stanzione, sacerdote salernitano, noto esperto di angeli e santi, incentrati soprattutto su santa Ildegarda di Bingen, badessa vissuta nell’Alto Medioevo, considerata una sorta di antesignana della medicina olistica.
Racconti e romanzi sono stati, sino a IoScrittore, chiusi in un cassetto o, per dirla in termini più moderni, in un file del mio PC. Ho letto di questo torneo letterario sul web, e ho pensato: perché no? Proviamoci!
Così ho inviato l’incipit di Raccontami i tuoi occhi. Non è passato alla fase successiva ma… ma le recensioni ricevute degli altri autori hanno giocato un ruolo fondamentale sulla sua evoluzione. Tralasciando quelle meno articolate, alcune critiche mi hanno aiutata a comprendere che ciò che io davo per scontato non lo era affatto: banalmente anche la descrizione fisica della protagonista Salli o gli scorci pieni di fascino di San Pietroburgo, che dalle mie pagine non emergevano con sufficiente chiarezza. Del resto, come si dice a Napoli: “Ogni scarrafone è bell’a mamma soja!” Dunque, grazie a questi amici “editor dilettanti”, ho riflettuto, corretto e ritentato. Raccontami i tuoi occhi è passato al terzo tentativo. Cosa dire in conclusione? Che bisogna crederci. Walt Disney diceva: « If you can dream it, you can do it». Se puoi sognarlo puoi farlo. E se, per chi ama scrivere, esiste questa possibilità un grande ringraziamento va doverosamente rivolto al gruppo editoriale Mauri Spagnol per IoScrittore: una magnifica opportunità per chi, come me, sogna di vedere pubblicata la propria opera, con la convinzione che questo bellissimo sogno non si realizzerà mai.
