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Consigli per pubblicare un libro: il fattore X dei veri talenti letterari

20 novembre 2018
| di
Redazione IoScrittore
Da editori e autori pluripremiati (Premi Strega e Strega europeo 2018, Pulitzer e Campiello), consigli e spunti per pubblicare un libro con un editore serio e stimato.

In questo articolo, troverete la trascrizione dei più utili e interessanti consigli per scrittori esordienti che vogliono pubblicare un romanzo, emersi durante l’incontro organizzato da IoScrittore a Bookcity Milano, il 17 novembre 2018.

Qui troverete la risposta a molte domande che si pone uno scrittore alle prime armi, come ad esempio:

quali caratteristiche deve avere il mio romanzo per attirare l’attenzione di chi, in casa editrice, seleziona i libri per pubblicarli?

Come gli editor riconoscono il mio talento?

Cosa devo sapere del mercato editoriale  per sfruttare queste conoscenze a mio vantaggio?

(Nell’articolo scoprirai anche che una nuova voce di IoScrittore, edizione 2017, pubblicata quest’anno dalla casa editrice Longanesi, è ora l’esordio più venduto del 2018 in Italia ed è in via di pubblicazione in 60 Paesi.)

 

Incontro: Il fattore-X dei veri talenti letterari

Con i direttori editoriali di grandi e famose case editrici:

Luigi Brioschi (Guanda editore)
Mariagrazia Mazzitelli (Salani editore)
Giuseppe Strazzeri (Longanesi editore)
Paolo Zaninoni (Garzanti editore)

e la scrittrice Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018.

Moderatore:
Antonio Prudenzano, responsabile editoriale de illibraio.it

 

Prima domanda ai direttori editoriali: cosa cercate voi editori in uno scrittore esordiente, in una nuova voce letteraria?

 

MAZZITELLI (SALANI): la risposta è facile per noi che valutiamo tantissimi libri da pubblicare da tanti anni: l’originalità. Davanti a un manoscritto, devo pensare: “Io questa cosa non l’ho mai letta, io questa voce non l’ho mai sentita”. Di fondamentale importanza è anche l’architettura del racconto.

Come direttore editoriale della Salani, che pubblica anche letteratura per l’infanzia, cerco inoltre la capacità di guardare il mondo, attraverso i suoi protagonisti, ad altezza di ragazzo. Libri che ti permettono di tornare a quella fase della vita in cui vedevi la realtà in modo diverso.

Quando invece leggo per selezionare libri di narrativa di genere, i requisiti che il manoscritto deve possedere diventano più semplici, forse meno esigenti, ma è necessario che i testi rispettino precisi canoni di piacevolezza e di intrattenimento.

 

BRIOSCHI (GUANDA): personalmente, da un manoscritto mi aspetto di essere sorpreso. Credo anzi che sarebbe un grande errore aspettarmi qualcosa di definito (uno stile di scrittura, ad esempio). Mi aspetto una voce che mi stupisca, che mi risulti nuova rispetto alle tante che ho già letto.

Quando mi sono trovato davanti al manoscritto di Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer, credo di essermi detto già da pagina 30 o 40 che lo avrei preso.

Ma lo stesso è stato per Patria di Fernando Aramburu (caso editoriale spagnolo e europeo di questi anni, vincitore del premio Strega europeo 2018). Sosteneva che il libro andasse comprato anche il suo traduttore, Bruno Arpaia, che aveva il compito di leggere il corposo romanzo in un fine settimana, per la casa editrice, visto che io non ce l’avrei fatta a finirlo tutto in un periodo di tempo così breve e avendo altre decine di libri da vagliare. Ma ne avevo lette 150 pagine: a pag 100 ebbi la netta sensazione che lo avrei preso.

Lo stesso per Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, di Luis Sepúlveda: fu una consapevolezza immediata.
Lo lessi in francese, dopo aver letto un articolo su una rivista parigina, e fu per me, anche in traduzione, l’incontro con una voce diversa da tutte le altre. Una voce che denunciava certo il suo debito nei confronti dei narratori della narrativa precedente, ma si enunciava in una modalità veramente nuova, deliberatamente più semplice.

 

STRAZZERI (LONGANESI): devo ripetere ciò che hanno già detto i miei colleghi, ma voglio indugiare sul fatto che autenticità e sorpresa possono avere accezioni leggermente diverse a seconda del marchio editoriale per cui si devono selezionare i manoscritti.

Questo perché le sigle del nostro Gruppo hanno la forza di essere diverse e di avere anche voci molto differenti l’una dall’altra.

Nel caso di Longanesi – che è una delle case editrici che con successo ha pescato da IoScrittore in questi anni – abbiamo scoperto grazie al torneo la voce straordinaria di Valentina D’Urbano, che ha rivisitato con originalità il romanzo di formazione italiano.

Nella seconda parte dell’incontro, Stefano Mauri, vi parlerà poi di altre nostre scoperte editoriali molto importanti attraverso IoScrittore. Sarà una bella sorpresa.

 

PAOLO ZANINONI (GARZANTI): l’editore per prima cosa è un lettore. Mi trovo spesso a giudicare proposte che cadono sotto l’etichetta saggistica o, se preferite, non fiction, ma anche nell’esperienza di questo tipo di valutazione, sono un lettore.

Come in una trasmissione di Piero Angela – cito Angela perché lo conoscono tutti – non importa il tema, ma vieni catturato dalla voce, dal racconto, lo stesso accade per la lettura dei manoscritti al fine di selezionarli per la pubblicazione.

Io nella mia vita professionale ho pubblicato libri che trattavano dei temi più disparati, dal piacere di leggere il latino all’autobiografia della first lady americana. Cosa li accomuna? Una capacità di racconto capace di avvincere lettori che, in partenza, non avrebbero avuto alcun interesse per quello specifico argomento.

 

Domanda alla scrittrice Helena Janeczek: come avvenne il suo esordio letterario?

JANECZEK: da quel punto di vista sono stata abbastanza fortunata. All’epoca collaboravo con Mondadori e, anche per etica professionale, dissi all’allora editor della narrativa italiana, con cui lavoravo al tempo, che avevo scritto un romanzo, chiedendo se volesse leggerlo. Lo fece e decise di pubblicarlo.

Ma, sicuramente, rispetto agli anni lontani in cui avvenne questo mio esordio, i canali per arrivare a un editore oggi sono molti di più. Arrivare però a farsi leggere da quello giusto forse è più difficile…

Personalmente, ho sempre avuto contatti con autori esordienti che cercano di farti leggere la loro opera. Spesso mi sono trovata a valutare manoscritti di scrittori più o meno in erba a cui ho dato consigli per aiutarli a migliorare.

 

Vista la mole di libri che vengono pubblicati, dunque, cosa consigliate ad aspiranti autrici e autori per far notare il proprio libro tra tanti altri?

STRAZZERI (LONGANESI): Non mi stanco mai di dirlo: per essere scrittori bisogna essere lettori. E un certo tipo di lettore, che – nello scrivere – abbia in mente uno specifico editore a cui vorrebbe inviare il proprio romanzo.

Aggiungerei anche il consiglio di non sventagliare il proprio romanzo appena o mentre sta per essere scritto, ma di fare molta attenzione ai canali giusti per arrivare all’editore giusto. Di sicuro, IoScrittore è un canale molto efficace.

 

MAZZITELLI (SALANI): Anche per noi editori, IoScrittore ha amplificato la comunicazione tra le varie case editrici del gruppo, e questo è sempre buono.

Per quanto riguarda gli aspiranti scrittori che inviano direttamente il manoscritto alle case editrici: mandate sempre l’ultima versione, ciò che si ritiene la propria più definitiva prova di scrittura.

Basta una nota stonata o un refuso nella lettera di accompagnamento – noi editori abbiamo pochissimo tempo per valutare un’opera – a svilire il lavoro di chi spera di essere pubblicato, magari da anni.

 

ZANINONI (GARZANTI): Non guardate il cosiddetto mercato, che chiede infatti buoni libri, non tanto dei libri su un tema specifico.

Ma leggete sempre i migliori libri sul tema o sul genere di cui fa parte il vostro libro. Capite dove sta la vostra opera rispetto ai titoli affini al vostro che sono al vertice delle classifiche.

 

BRIOSCHI (GUANDA): Elio Vittorini diceva “Non pubblicate”. Strano detto da lui che ha prefigurato la funzione dell’editor così come la conosciamo oggi, esercitando un lavoro molto attivo sul testo; strano dato che ha fatto esordire molti scrittori sia come editor di Einaudi sia di Mondadori. Sembra controintuitivo dirlo a uno scrittore esordiente, ma credo volesse dire “la scrittura richiede lavoro, tanto lavoro, lavorate a lungo” prima di inviare un vostro scritto a un editore.
Ecco perché do questo consiglio che può sembrare, solo apparentemente, crudele.

 

JANECZEK: dal punto di vista di chi scrive, voglio parlarvi di una postura che vale a prescindere del genere che si voglia coltivare.

La regola base è conosci te stesso. Cerca di capire cosa realmente ti appassiona, e a questo, il leggere, serve. Cerca di avere il polso di ciò in cui ti riconosci. Tutto questo è imprescindibile, detto così sembra semplice, ma non lo è più di tanto.

Esistono generi più commerciali di altri, indubbiamente. Se scrivi un noir, un giallo simile a tanti milioni di gialli già scritti, non c’è una formula che possa fendere il mare di pubblicazioni simili, se non il fatto che tu ci metta qualcosa di assolutamente ed esclusivamente tuo. Qualcosa di assolutamente tuo può essere la voce. Così, la mente dell’editore che sta davanti all’ennesimo dattiloscritto, fa una sorta di “click”, si attiva, e tu conquisti la sua attenzione.

Può essere utilissimo fare un corso di scrittura, ma senza una voce, a monte, nessun corso ti può insegnare ad essere particolare e a far sentire la tua unicità.

La stessa cosa vale per la fotografia, che è una forma di espressione più democratica, oggi, della scrittura, e con cui mi sono confrontata molto nell’ultimo periodo per scrivere La ragazza con la Leica. Tutti possono avere una macchina fotografica, seguire un corso di tecnica fotografica. Ma anche qui, nessuno può insegnarti ad avere uno sguardo: il tuo modo originale di esperire, vedere e catturare il mondo.

 

Quali sono le tendenze dell’attuale mercato editoriale, la cui conoscenza può essere utile a uno scrittore esordiente per pubblicare un libro con un grande editore?

BRIOSCHI (GUANDA): comincia a crescere quella che chiamerei narrativa dal vero, romanzo dal vero, su modelli importanti della letteratura contemporanea come Carrère, Cercas e altri.

Una caratteristica del mercato che rema a favore di tanti aspiranti scrittori è che, oggi, si pubblica molta più narrativa italiana di quanto si pubblicasse anni fa.

 

ZANINONI (GARZANTI): noi in Garzanti constatiamo una felice e creativa confusione di generi. La narrativa si avvicina molto a quella che è oggi la non-fiction.
C’è naturalmente una profusione di libri dove l’io è solo un “io”, e quindi, per definizione, sono libri non interessanti, ma c’è anche una profusione di individui che invece si mettono in gioco con l’io. In Garzanti impossibile non citare Claudio Magris, che, con Danubio, fu un padre nobile di questo genere.

 

MAZZITELLI (SALANI): come tendenza noto che le storie più originali che abbiamo acquisito ultimamente sono romanzi partiti dal cinema: sceneggiature, quindi, che sono diventate romanzi molto belli, con intrecci ben riusciti, personaggi a tutto tondo, storie che si servono di un’ampia e convincente introspezione psicologica. Come per Garzanti, aggiungo che anche noi riceviamo molti manoscritti che sono una commistione di saggistica e narrativa.

 

STRAZZERI (LONGANESI): Riceviamo decisamente molta autofiction (molto racconto di sé, romanzato su circostanze reali) e crime-fiction. Qui lancio un appello, visto che quello di oggi è un pubblico composto principalmente da aspiranti scrittori: il noir italiano è un genere molto affollato.

Per quanto riguarda la casa editrice di cui mi occupo, ci interessa molto il thriller, mentre devo segnalare che negli ultimi tempi c’è pochissima avventura.

Sarebbe bello, invece, vedere scrittori che si misurano con questa espressione. L’avventura è un genere molto ampio.

Ultima cosa, ricollegandomi a ciò che diceva Helena: è normale – detto da editor – che lo scrittore non sappia riconoscere la propria voce.

Dei manoscritti che riceviamo in lettura, noi buttiamo almeno il 70%, ma c’è un 30% da cui riusciamo a riconoscere che abbiamo davanti uno scrittore o una scrittrice interessante.

Il rapporto tra editore e scrittore funziona quando l’editore riesce a indicare la strada a uno scrittore che non sa riconoscere bene qual è l’aspetto vincente della propria voce.

 

JANECZEK: in realtà, quando si esordisce, indipendentemente dall’età in cui avviene, si è tutti adolescenti. Si tende a vestire come il proprio idolo, ma è spesso un travestimento protettivo, un omaggio, sotto il quale poi vedi se c’è talento, una voce particolare, una strada per qualcuno che ha effettivamente una sua autonomia di scrittura, una propria fisionomia. L’avventura interessante è arrivare a scoprire questa propria peculiarità.

 

Domanda per Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di GeMS: perché da anni questo gruppo investe energie e risorse in un torneo di questo tipo?

STEFANO MAURI: IoScrittore è nato quando iniziavano le polemiche, in rete, che vertevano sulla supposta “chiusura” del mondo editoriale rispetto agli autori esordienti.

Ho ideato IoScrittore, che è un torneo gratuito a cui chiunque può partecipare, per dimostrare che noi editori non siamo chiusi, ma siamo selettivi. Abbiamo dato un accesso il più democratico possibile, riservandoci la selezione delle opere più originali, dei manoscritti che ci colpiscono davvero.

E sono felice di dire che questa impresa collettiva di scouting editoriale, rappresentata da IoScrittore, continua a rivelarsi vincente.

Questo torneo ha scoperto, l’anno scorso, un’altra nuova voce della narrativa, che, grazie al suo libro e alle cure della casa editrice Longanesi, è l’esordiente più venduto del 2018.

Per scaramanzia l’editore e l’autore hanno scelto sino ad oggi di non rivelare il nome.

Oggi possiamo dirvi che Ilaria Tuti, autrice del thriller Fiori sopra l’inferno, pubblicato a gennaio del 2018, è stata scoperta da Longanesi grazie a IoScrittore e che il suo libro ha raggiunto, per ora,  60.000 copie vendute.

I diritti di pubblicazione sono stati venduti in più di 25 Paesi e, in aggiunta, sono stati venduti i diritti Cinema e TV a un importante produttore di Roma. La community di IoScrittore e Longanesi, una casa editrice del gruppo, hanno raggiunto il massimo che potessero ottenere, dunque, da un esordio.

Quindi, ricapitolando, ecco i numeri di IoScrittore:

8 edizioni del torneo, 15 nuovi scrittori in libreria pubblicati in più di 60 Paesi, più di mezzo milione di euro di royalties complessivamente pagati e quasi 500.000 copie vendute.

Ma, soprattutto, abbiamo arricchito il panorama letterario di voci nuove e sorprendenti, elargito quasi 200.000 valutazioni a 24 mila partecipanti e reso disponibili in ebook 118 opere.

Ora vi leggo un messaggio di auguri generosamente scritto per voi oggi da Ilaria Tuti:

«IoScrittore pone all’autore una sfida entusiasmante e terribile. Che non è quella, come si potrebbe pensare di primo acchito, di riuscire a superare le varie fasi e vincere il torneo.

La vittoria e l’eventuale pubblicazione sono solo il risultato di una scommessa che deve essere posta – e vinta – con se stessi prima ancora di iniziare a scrivere, ovvero dare a un lettore una storia e dei personaggi indimenticabili, il più possibile originali, chiedendosi sempre: cosa posso offrire che non sia già stato scritto?

Come posso colpire la mente e il cuore dei partecipanti scrittori come me e dei professionisti che mi leggeranno?
E per la creatività non c’è, io credo, nulla di più stimolante.
La realizzazione di un sogno è sempre al di là di quelli che si credono limiti».

Come vedete, nelle parole di Ilaria Tuti c’è una strana assonanza con quello che hanno detto prima gli editor su questo palco.

Concludo dicendo che è stato un anno di enormi soddisfazioni per GeMS.

Oltre al successo dei nostri amati autori consolidati, abbiamo vinto il Premio Strega con La ragazza con la Leica di Helena Janeczek (Guanda);

il Premio Strega Europeo con Patria di Fernando Aramburu (Guanda);

abbiamo scovato il miglior esordio italiano che ha venduto di più fino ad oggi, Ilaria Tuti con Fiori sopra l’inferno;

abbiamo, ad oggi, il miglior esordio straniero, Gail Honeyman, con Eleanor Oliphant sta benissimo;

la più popolare raccolta di poesie contemporanea, il nuovo libro di Rupi Kaur, the sun and her flowers.

Mentre un libro in pubblicazione da Garzanti di Sigrid Nunez, The Friend, ha vinto due giorni fa il National Book Award, il più prestigioso premio letterario americano.

E siamo stati scelti, come forse qualcuno di voi ha letto sui giornali in questi giorni, da Michelle Obama per la pubblicazione in contemporanea mondiale del suo Becoming, che è molto intenso e generoso, perché è pieno di sentimenti genuini, veri, anche i più scomodi.

 

Domanda per i librai: quanto i librai sono importanti nel lancio di un esordiente?

Sono presenti all’incontro come relatori Tiberio Sarti, Amministratore delegato delle librerie Ubik, e  Eugenio Trombetta Panigadi, Amministratore Delegato di IBS.IT. Ubik e IBS.IT sono partner del torneo IoScrittore.

 

SARTI (Librerie Ubik): immaginate un po’ la libreria come un bosco. Con pile più o meno imponenti che crescono qua e là come piante, è facile capire quali sono i libri importanti per un libraio.

Oggi le librerie rimangono ancora il canale principale dell’editoria, rappresentano il 70% del canale di venduto di libri in Italia.

Il libraio, inoltre, è anche un promotore culturale. C’è quasi sempre, ad esempio, nelle librerie Ubik, una saletta  per presentazioni di libri, per incontri con i bambini o workshop.

Le librerie hanno anche migliaia di follower sulle loro pagine social.

Per tutti questi elementi, il libraio è decisamente importante per il lancio di un esordiente.

Ma questa figura professionael è utile a un aspirante scrittore anche quando il libro si sta scrivendo, quando è in cantiere: il libraio legge migliaia di quarte di copertina e incipit, è abituato a dare un giudizio sui libri che compra.

Concludo che per un aspirante scrittore è importante farsi amico un libraio, quindi, il mio consiglio è… fatevi un amico libraio!

 

TROMBETTA PANIGADI (IBS.it): tengo sempre a sottolineare che IBS.IT è partner entusiasta e convinto di IoScrittore proprio per il meccanismo del torneo che ha, come caratteristiche principali, lettura e selezione.

Come libraio ci tengo moltissimo a dire che lettura e recensioni sono importanti per il mercato editoriale italiano.

In questo tipo di eventi, spessissimo gli autori dicono che per essere scrittori bisogna leggere almeno 40 libri l’anno perciò mi auguro che voi lo facciate, magari comprandoli nelle librerie UBIK o su IBS! E vi invito anche a venire a vedere il nostro magazzino, con i suoi più 800 mila volumi, potrete davvero innamorarvi dei libri di carta, se non lo siete già.

 

La seconda parte dell’evento ha visto i partecipanti a IoScrittore, edizione 2018, come protagonisti, con la proclamazione dei 10 romanzi vincitori, dei migliori lettori e dei romanzi vincitori dei premi speciali dai partner del torneo. Ecco l’articolo su tutti i vincitori di IoScrittore 2018.

 

Per leggere altri consigli per pubblicare un libro, utili a tutti gli scrittori esordienti, ecco, tra i nostri articoli più letti:

5 errori da evitare assolutamente se vuoi pubblicare un tuo libro, della scrittrice e editor Alice Basso

e la sezione del sito dedicata ai consigli degli editor.

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