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Una commedia nera con una protagonista molto divertente, apprendista pasticciera, investigatrice suo malgrado
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Una commedia nera con una protagonista molto divertente, apprendista pasticciera, investigatrice suo malgrado

24 Marzo 2022
| di
Redazione IoScrittore
Intervista a Stefania Crepaldi, autrice di "Di morte e d'amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoestesta"

Stefania Crepaldi è l’autrice di “Di morte e d’amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoestesta“, romanzo edito da IoScrittore.

Il libro in una frase: Un romanzo giallo che intreccia sorrisi e dolori, con una protagonista, una tanatoesteta, piena di voglia di vivere e di amare che fa i conti con la malvagità e l’avidità del mondo, sullo sfondo magico di Chioggia, città magnifica che a volte sembra vivere di vita propria.

Amici di scaffale: La serie dell’allieva di Alessia Gazzola; La serie di Vani Sarca di Alice Basso.

Segni particolari: Fortunata è una tanatoesteta che non teme la morte, ma teme le profonde ferite che lascia l’amore.

Dove e quando: Chioggia, 2018

Tag: mistery, investigatrice amatoriale, Chioggia, Venezia, omicidio a Venezia, tanatoesteta, pasticceria

Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore:

Ho iniziato a leggere romanzi per nascondermi al mondo.

I romanzi sono stati un’ancora della mia vita in ogni momento, balsamo per superare ogni difficoltà emotiva, pacche sulle spalle e poderosi calci nel fondoschiena.

Ma mai, mai davvero, avrei pensato di scriverne uno un giorno, poiché tuttora ammanto di sacralità la parola scritta. Nel tempo ho trasformato la mia passione per la lettura in una professione, diventando un’editor di romanzi freelance. In dieci anni di carriera ho aiutato moltissimi aspiranti scrittori a diventare romanzieri affermati.

Durante la pandemia ho iniziato a sentire l’urgenza di raccontare una storia.

Così, ho dedicato i sei mesi successivi a progettare un romanzo che per me era una vera sfida. Volevo tentare di parlare di morte e di amore senza appesantire il lettore. D’altronde, chi di noi può davvero fregiarsi di aver compreso fino in fondo il significato di entrambe le condizioni?

E così è nata Fortunata, straordinaria ragazza di venticinque anni, tanatoesteta di professione che aspira a diventare pasticciera, nel tentativo di poter cambiare per sempre il modo in cui il mondo la mette da parte, giudicandola inadeguata per colpa del suo mestiere.

Ho scritto le prime 50.000 battute e poi mi sono interrogata sul futuro editoriale del romanzo. Avrei potuto, anche grazie al mio lavoro, alla reputazione professionale e alle mie competenze, intraprendere un percorso più convenzionale.

Ma il punto è che io venero i lettori, e rispetto sopra ogni cosa il loro punto di vista. Sedurre e conquistare una serie di lettori a me sconosciuti è diventato un chiodo fisso. A questa esigenza si è unito il bisogno di essere valutata non per il mio nome, ma per la storia che avevo scritto, per evitare qualsiasi tipo di condizionamento.

Così, ho scelto di partecipare a IoScrittore, torneo letterario che avevo consigliato più volte agli scrittori che avevo seguito negli anni.

Passare la prima selezione è stata una gioia profonda, così come leggere i giudizi degli incipit, che mi hanno confermato di essere sulla strada giusta per raggiungere il mio obiettivo: intrattenere il lettore con leggerezza e presentare una protagonista insolita e originale.

La scrittura della bozza definitiva è stata veloce e intensa, e l’ho terminata pochi istanti prima della scadenza imposta dal torneo.

Scoprire, mesi dopo, che la mia bozza era tra i dieci vincitori del Torneo, in una delle edizioni più affollate di sempre (quasi 6.000 iscritti) mi ha reso davvero felice.

Non penso di aver presentato un romanzo perfetto, visto che ho passato i mesi successivi a rielaborarne intere parti, anche strutturali; credo di essere riuscita a vincere per merito dei lettori che hanno partecipato al Torneo, che hanno riconosciuto in Fortunata quella scintilla di originalità che ho tentato di infonderle.

La vittoria di IoScrittore è democratica, e si ottiene grazie al parere di lettori appassionati che spesso muovono giudizi taglienti, ma davvero pertinenti per migliorare un prodotto editoriale.

Trovo che IoScrittore sia una palestra per almeno due motivi: è un torneo lungo, che mette alla prova la resistenza e la capacità di diventare buoni giudici (e lettori) anche per gli altri partecipanti, allenandoci alla visione critica ma lucida delle storie che leggiamo, totalmente inedite; permette a chi ha scelto di mettersi in gioco scrivendo una storia, di entrare subito in contatto con una fetta di pubblico ben precisa, di lettori futuri. Magari questi lettori non saranno proprio appassionati del genere di riferimento, ma anche il feedback di qualcuno non proprio in linea con la propria nicchia può essere di grande (grandissima!) rilevanza quando si aspira a scrivere una storia che conquisti il pubblico più difficile.

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