Consigli di scrittura

Come si può riannodare il filo spezzato di un amore? Una storia per voci pari
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Come si può riannodare il filo spezzato di un amore? Una storia per voci pari

17 Giugno 2021
| di
Redazione IoScrittore
Intervista a Carmela Tomei, autrice di "Anche domattina"

Carmela Tomei è l’autrice di “Anche domattina“, romanzo edito da IoScrittore

Il libro in una frase

«Sto scavando un percorso per uscire dall’inferno, lo pavimento con i tasselli che disseminavi negli anni e non ho saputo guardare in tempo. Ora li vedo, li studio, li posiziono, li incastro. Per spianarci la strada. Per spianare la strada al perdono.»

Amici di scaffale

Più che amici di scaffale, ci sono libri a cui si avvicina per atmosfera, come Lacci di Domenico Starnone che rivive un matrimonio da più punti di vista, o Non avevo capito niente di Diego De Silva, per il sottofondo di voci di Napoli che accompagnano le solitudini del protagonista.

Segni particolari

I due protagonisti sono diversi: Daniele è introverso e poco empatico, Eleonora è comunicativa e socievole. Il paradosso è che conosceremo lui attraverso i dialoghi, in un equilibrio che dovrà imparare a padroneggiare, e lei attraverso i diari, ossia nella propria intimità, lontana dalle persone di cui ama circondarsi. Sembra una storia d’amore, ma in realtà parla della ricerca del proprio baricentro.

Dove e quando

Napoli, una Napoli nella gente più che nei luoghi, in un qualsiasi presente prima della pandemia, quando ci si poteva ancora stringere e non ne approfittavamo abbastanza. Ci sono incursioni fuori porta, viaggi e ricerche, e incursioni nel passato, fino ai primi anni del duemila.

Tag

#napoli #viaggi #musica #matrimonio #amore #relazionifamiliari #diario #kintsugi 

Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore

Il primo torneo IoScrittore a cui ho partecipato è stato quello di due anni fa, con un altro romanzo, e non ho superato la fase degli incipit. Frequentavo comunque persone che lo seguono da anni e con alcune di loro ho stretto rapporti di profonda amicizia. L’anno scorso una di questi amici, Maria Elisa, mi convinse a non gettare la spugna dopo un solo tentativo: decisi così di cambiare genere rispetto alla volta precedente e inviare l’incipit di questo romanzo, che languiva in un cassetto. Ormai lo avevo finito, mi dissi, perché lasciarlo così? Non sarò mai abbastanza grata a Elisa per la sua capacità di persuasione.

L’esperienza del torneo è formativa e divertente. Bisogna leggere tanto, con attenzione, e non dimenticare mai che si stanno valutando le opere di persone che, come noi, hanno riposto aspettative, impegno e lavoro di ricerca in quelle pagine. La valutazione va scritta con sincerità e gentilezza, anche se chi la riceve non saprà mai da chi è stata fatta. Sapere quello che dei perfetti sconosciuti avevano provato con il mio romanzo mi ha emozionato e, nel caso di valutazioni negative, mi ha aiutato a correggere diversi passaggi che non funzionavano.

Consiglio a tutti gli aspiranti scrittori di partecipare almeno una volta al torneo IoScrittore, con umiltà e animo leggero, perché permette di avere dei beta-reader spietati ed esigenti. 

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