Consigli degli editor

Scuola di scrittura "il catalogo": sempre aperte le iscrizioni

19 febbraio 2018
| di
Stefano Res, Direttore editoriale TEA
Il catalogo degli editori, una fonte indispensabile da conoscere per pubblicare un libro

Le novità sono la linfa dei programmi degli editori, sono ciò che i lettori vogliono scoprire e che i librai espongono con evidenza; e sono anche quello che gli scrittori in concreto realizzano. Ma il nuovo non è l’unica dimensione entro la quale possono muoversi queste figure che mettono i libri al centro della loro attività o del loro interesse.

Lavoro da qualche anno nel campo dei tascabili e questo mi ha reso inevitabilmente molto sensibile a ciò che non è nuovo e che nel mondo dei libri ha un nome preciso: catalogo. Il catalogo è il patrimonio sedimentato di una casa editrice, ma non solo, lo è anche, con sfumature diverse, di tutti gli altri protagonisti di questo mondo alternativo, autori compresi. I cataloghi – quelli storici delle case editrici, quelli delle librerie, quelli delle biblioteche, quello del mondo – sono un giacimento di idee che possono essere rinnovate, di storie che vanno raccontate di nuovo, di soluzioni brillanti già sperimentate. Sono una fonte di ispirazione, di confronto, di apprendimento.

La combinazione di originalità e mestiere che contribuisce a ogni romanzo riuscito è diversa e non definibile a priori, ma di sicuro uno dei due ingredienti non mai è sufficiente da solo, sono necessari entrambi, e il secondo è disponibile in enormi quantità proprio nel catalogo.

Confessando un’abitudine oggi più che mai consolidata, dirò che le ore passate esplorando il passato, anche scorrendo i cataloghi, le rassegne, le bibliografie – attività che la Rete ha reso facile e illimitata – non sono mai sciupate, poiché se è vero che ogni scrittore ha bisogno di credere di essere il primo a raccontare una storia, è anche vero che, raccontandola, entra a far parte di una vicenda che si perde nel tempo, e in una schiera di colleghi che hanno affrontato le stesse sfide e gli stessi problemi.

Titoli, trame, formule, parole, nomi, situazioni, infinite variazioni – è come uscire a fare una passeggiata quando la propria stanza è improvvisamente diventata troppo stretta: il più delle volte si torna indietro con l’idea che mancava, che ci aspettava dove mai ci saremmo aspettati di trovarla.

Un consiglio pratico. Si dice spesso: “Se vuoi scrivere, guardati intorno, conosci il tuo tempo e i tuoi contemporanei”. Bene, giusto, ma guarda anche indietro: il Catalogo è la prima scuola di scrittura cui è consigliabile iscriversi.

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