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Addio all'Acquachiara

15 maggio 2015
| di
Redazione IoScrittore
Laura Rescio è la partecipante a IoScrittore che ha vinto #Twincipit. Leggi il racconto "Addio all'Acquachiara" scritto insieme ad Alice Basso, autrice emergente Garzanti

Eva chiude la porta, scende le scale, esce in strada, infila la chiave nella portiera. Crede di esserci riuscita.
Ha chiuso la porta di casa per l’ultima volta. Ha caricato la valigia. Mette in moto.
Deve andare in ospedale. Invece ha un solo pensiero: tornare all’Acquachiara.
Lungo la strada si ferma al vivaio. In fondo, secondo il calendario, è iniziata la primavera.
L’Acquachiara è in collina. Ormai solo lei conosce il sentiero. Lei che non ci va mai, perché non ha tempo.
Oggi il tempo lo trova. Non fa più differenza.
In fondo al sentiero c’è la casetta.
Suo padre aveva rifatto il tetto crollato, aveva intonacato il vecchio sasso, aveva piantato le viti.
Quando aveva finito di dare la calce, con un piccolo barattolo di vernice celeste e un pennellino aveva scritto il nome accanto alla porta: L’Acquachiara.
È in collina, ma da lì si vede il mare.
Un tempo avrebbe preso pomodori, basilico, maggiorana. Stavolta esce con un glicine in vaso. Non ha ancora fiori.
Farà tardi alla visita. Subito dopo parte per il ricovero a Milano. Ma prima doveva tornare qui.
Cammina tra i lecci, aspira l’odore dell’elicriso.
I pini sono quasi tutti morti, festoni di aghi secchi coprono le piante più basse. Gli olivi sono inselvatichiti. Scende una piccola scala di sassi.
Davanti alla casa i rovi sono altissimi. Coprono quasi il lavatoio. Appeso a un chiodo c’è uno specchio macchiato.
Bisogna far tagliare tutto. Nel suo mazzo di chiavi c’è ancora quella giusta. La porta si apre su una cucina minuscola, con il lavandino di marmo, il tavolino. Apre la finestra. C’è odore di muffa.
Si siede davanti alla casa a guardare il mare. Ora che i pini hanno lasciato così tanto spazio, si vede ancora di più. Una barca piccolissima si lascia dietro una scia bianca.
Poi trova una vanga per scavare una buca.
Il glicine starà bene davanti alla casetta.
Se ha imparato qualcosa lo ha imparato dalle piante. È importante seminare. E aspettare.
Qualcun altro vedrà fiorire il glicine.
Lei per ora va in un’altra città.

Addio all’Acquachiara, di Laura Rescio
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Leggi anche il racconto “Salvo imprevisti” di Lorenzo Franchini, vincitore anche lui di #Twincipit, il contest IoScrittore in collaborazione con MSN.

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