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"Gli incontri che ti cambiano la vita, o quantomeno ti fanno venir voglia di viverla davvero"

25 settembre 2014
| di
Redazione IoScrittore
L'intervista a Astrid Mazzola autrice di "Quando intrecciavamo fiori"
Il libro in una frase
Dalla generazione che ha riempito le piazze di ideali e proclami ne è nata un’altra, apparentemente più fragile, in cerca di un senso o almeno di una direzione: e forse, tra la poesia dei grandi ideali e la sotterranea disperazione di un’epoca che sembra negare validità a qualsiasi utopia, l’unica strada è intrecciare fiori.
Amici di scaffale
Da sempre cerco un percorso nella scrittura che sia soltanto mio, ma ho molti amati compagni di viaggio, ognuno dei quali ha cambiato un pezzetto della mia vita. Ne ho scovati alcuni che hanno qualche legame di parentela con Quando intrecciavamo fiori.
Momo di Michael Ende è stato per tutti questi anni il mio nick sul blog di IoScrittore e ben rappresenta la mia sensibilità e il mio rapporto con la fantasia.
Agata e pietra nera di Ursula K. Le Guin è l’unico romanzo di formazione che ho sempre avuto in mente negli anni in cui ho scritto Quando intrecciavamo fiori
Missa sine nomine di Ernst Wiechert è stato importante per la mia vita e lo è per quella di Irene, la protagonista (naturalmente se vuoi sapere perché devi leggerlo, altrimenti che ne è della mia auto-promozione?).
Walden – Vita nei boschi di Henry David Thoreau è il libro-guida di Irene adolescente, così come lo è stato per me.
Lo strano mondo di Alex Woods di Gavin Extence parla di un ragazzo molto diverso da quelli che ci raccontano i media e dell’integrità, molto simile all’autenticità di cui sono in cerca i miei protagonisti.
Segni particolari
Hai presente i giorni in cui l’autunno si fa strada tra i tronchi dei faggi con passi di foglie che cadono, il freddo morde gli zigomi e a casa ti attende una tisana calda? Quei giorni in cui d’improvviso ti sembra di udire il rumore di una porta che ti si chiude alle spalle e ti rendi conto che ti stai affacciando sul futuro, no way back, e che tutto ciò che è rimasto dietro quella porta dev’essere riascoltato per partire con un bagaglio più leggero?
In Quando intrecciavamo fiori ci sono la musica, rock, pop e tradizionale; il legno, con i suoi profumi e la lentezza del suo crescere; l’aria rarefatta delle vette e il vuoto dei boschi abitati solo dal freddo.
E poi le immagini. Un bambino minuscolo sotto un enorme canestro. Una ragazza in bilico sulla cresta di una montagna. Una bottiglia rotta su un pianoforte. Una scultura dagli occhi viventi. Un abbraccio che sa di fumo, a novembre.
E gli incontri che ti cambiano la vita, o quantomeno ti fanno venir voglia di viverla davvero.
Tag
Amicizia, autenticità, musica, montagna, intrecciare fiori, sogni, utopia.
Dove e quando
In Trentino, tra gli anni Novanta e i primi confusi anni Duemila: un Trentino parallelo che potrebbe essere, potrebbe essere stato o forse non potrebbe essere mai.
Tra i giovani che non incontri nelle discoteche e nemmeno alle feste, ma in un bosco, dietro gli scaffali di una biblioteca, in una sala prove fumosa e scalcagnata, tra le firme infreddolite lasciate in un libro di vetta.
Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
Molti scrittori sono bestie sole, il Trentino con la sua corona di montagne può trasformarsi in una prigione dorata e asfittica e così nel 2010 decido che IoScrittore può essere una buona occasione per incontrare altri della mia stessa specie. Accade veramente! Ricordo la prima edizione, e gli incontri che ne sono nati, come una magica alchimia.
Così ogni anno, da allora, partecipo a IoScrittore.
«Sei libera a marzo?»
«No, devo leggere gli incipit di IoScrittore.»
«IoScrittore, già… Hai provato a parlarne con qualcuno?»
Da allora ho ricevuto tantissimi commenti: scettici, lirici, paternalistici, ironici, lapidari, affettuosi, saccenti, incoraggianti… quasi tutti, comunque, pervasi dal sincero desiderio di essere utili. Amo ciò che scrivo ma non ne sono gelosa: mi piace reimpastare i miei testi e, quando trovo un commento che valga la pena di essere seguito, mi rimetto volentieri al lavoro.
Inoltre ho letto tanti testi, una parte dei quali forse non verrà mai pubblicata, alcuni disperatamente belli.
E poi ho bisogno di testare quello che scrivo.
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