Il sussurro di Vico Pensiero

Tina Cacciaglia

Un romanzo insieme ruvido e onirico che riesce a mostrarci la realtà per quello che è, con i suoi fantasmi lontani e le sue ombre vicine, che talvolta sanno far male.
Il sussurro di Vico Pensiero
La notte tra il 16 e il 17 ottobre del 1590, nel Palazzo San Severo a Napoli, la bellissima nobildonna Maria d’Avalos venne uccisa dal marito, il principe Carlo Gesualdo, insieme all’amante. Si narra che il suo fantasma appaia ancora di tanto in tanto, al calare del buio.

Solo superstizioni, leggende per turisti, come quelle che racconta Elena nella sua tesi. Questo pensa la sua amica Adriana, brillante studentessa di Sociologia della Napoli dei quartieri alti. Quando però, alla vigilia della discussione di laurea, Elena sarà trovata morta con della saggina in gola – proprio quella con cui sono fatte le scope delle streghe – non potrà evitare di porsi delle domande.

Addentrandosi in quella Napoli a lei sconosciuta, in quei rioni conquistati dalla camorra, comincerà a indagare insieme al fidanzato, un tormentato commissario di polizia, e scoprirà una vera e propria città nella città dove la vita ruota ancora attorno ad antiche tradizioni, incarnate da personaggi come Costanzo ‘o Scartellato, che parla con i morti del Cimitero delle Fontanelle, o Maria ‘a Putecara, che legge le carte e scaccia il malocchio.

Un viaggio negli inferi alla ricerca del passato, un romanzo insieme ruvido e onirico che riesce a mostrarci la realtà per quello che è, con i suoi fantasmi lontani e le sue ombre vicine, che talvolta sanno far male.
L'AUTORE

Tina Cacciaglia

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