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La storia è la nostra memoria vivente: senza memoria non c’è futuro.
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La storia è la nostra memoria vivente: senza memoria non c’è futuro.

26 febbraio 2015
| di
Redazione IoScrittore
L'intervista a Nunzia Volpe autrice di "La bambina che parlava alla Luna"
Il libro in una frase
La bambina che parlava alla luna è innanzitutto un invito alla memoria. Per tanti, molti anni si è cercato di cancellare questa memoria ma grandi uomini e grandi donne hanno portato alla luce quanto è accaduto, raccontando e rivivendo momenti strazianti della propria esistenza nelle aule dei tribunali, nelle scuole davanti ai giovani, tra le pagine di un libro. Nostro dovere è ricordare e raccontare, per loro e per noi. La storia è la nostra memoria vivente: senza memoria non c’è futuro.
Amici di scaffale
La bambina che parlava alla luna ha tanti amici di scaffale, opere che i lettori italiani ben conoscono. Questa mia prima opera è in buona compagnia, figlia minore di tanti illustri genitori letterari: Il partigiano Jhonny (Beppe Fenoglio), La ragazza di Bube (Carlo Cassola), L’uomo che verrà (Giorgio Diritti), Io ho visto (Vittorio Buffa), Se questo è un uomo (Primo Levi). Figlia anche di molti altri romanzi, con tematiche diverse, che mi hanno accompagnato nel corso della mia formazione narrativa: La casa degli spiriti (Allende), I Malavoglia (Verga), Fontamara (Silone) e tanti altri ancora. Mi appassiono ai libri che leggo – che ci posso fare? – e ognuno di essi mi lascia un tratto nel cuore.
Segni particolari
Una lacrima gli scende lungo la guancia. Non la asciuga. La tiene lì. Gli fa compagnia.
Le spalle esili, delicate di sua moglie tremano. Si abbassa e le posa un bacio leggero sulla testa, laddove tra i pochi capelli si intravede una cicatrice ormai bianca.
I resti di Ca’ Rosetta non ci sono più, sono stati rimossi molti anni prima. Lui avrebbe preferito fossero ancora lì, come monito, avvertimento. Al loro posto si erge una stele che punta dritta verso il cielo.
Non hanno bisogno di leggere i nomi incisi sull’epigrafe.
Li conoscono a memoria quei settantatre nomi.
Tutti, dal primo all’ultimo.
Settantatre anime.
Settantatre mignole nel vento.
Tag 
Seconda guerra mondiale, stragi nazi-fasciste, partigiani, ANPI, Toscana, duce, innocenza, amicizia, rappresaglia, Linea Gotica, Resistenza, tedeschi.
Dove e quando
Lungo la Linea Gotica, Appennino toscano, un paesino dell’entroterra, esattamente dove vi pare, concorderete che non è questo l’importante. 
Quando? Durante la seconda guerra mondiale. 
Ma non fossilizziamoci, guardiamo oltre. Volete? Potremmo essere anche in Palestina, Egitto, Mali, Malesia, Repubblica democratica del Congo, Somalia, Sudan, Afghanista, Filippine, Pakistan, Tahilandia, Iraq, Siria, Yemen, Colombia, Messico. 
Impossibile menzionare tutti i luoghi del mondo dove i conflitti generano crudeltà, distruzione e morte. Ogni elenco è sempre transitorio e incompleto.
Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
Settembre 2012: Nunzia è appena rientrata da una settimana di vacanza trascorsa nell’entroterra toscano, precisamente in Val d’Orcia, con la sua famiglia: Dennis, suo marito, e Martin e Thomas, i suoi figli.
È pomeriggio e nel salotto di casa Nunzia e Dennis programmano gli impegni a venire: la ripresa della scuola per i figli, le cose da comprare, le spese da pagare, ma Nunzia all’improvviso si zittisce. Dennis sa bene che cosa le passa per la testa: sua moglie è di nuovo a spasso, il suo ennesimo contratto di lavoro è scaduto, ancora una volta dovrà rimettersi a cercare lavoro. 
«Perché tra l’invio di un curriculum e l’altro non ti metti a scrivere?»
Nunzia lo guarda sbigottita, poi a muso duro gli risponde: «Io non scrivo, leggo!»
Ma Dennis non desiste, pur sapendo che rischia lo scontro. «Provaci, che ti costa? Magari ci riesci e ti piace.»
Nunzia, soffocando una rispostaccia, non lo degna di uno sguardo: lei ha ben altre preoccupazioni, loro due hanno ben altre preoccupazioni.
Un mese dopo Nunzia, di nascosto, inizia a scrivere. Un anno e mezzo dopo, dai ringraziamenti letti nel libro di Valentina D’Urbano, Acquanera, viene a sapere del Torneo Letterario Ioscrittore. Il resto è storia di oggi.

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