È appena uscito, pubblicato da astoria, un romanzo d’esordio che aveva già conquistato la comunità del Torneo IoScrittore nell’edizione 2024: L’acqua amara di Costanza Di Croce. Il romanzo racconta la storia di Nina, che poco più che ragazzina viene strappata dal suo Abruzzo e mandata a servizio sul lago di Garda, in una villa dove i corridoi sono infiniti, le regole inflessibili e tutto ruota intorno a un uomo che ha trasformato la propria vita in un’opera d’arte e quella degli altri in un omaggio alla sua grandezza: Gabriele d’Annunzio. Ma Nina non è una ragazza docile: in lei convivono vergogna e superbia, ferocia e stupore. Il suo sguardo sa leggere sotto la superficie delle cose, permettendole di resistere ad Amélie, la governante gelosa che la sorveglia come una carceriera; di capire Giulio, il giovane giardiniere che porta sul corpo le cicatrici di Caporetto e nell’anima le macerie di Fiume, ma soprattutto di affascinare il Vate, che ne riconosce subito l’intelligenza vivissima e decide che è un diamante grezzo. Da far brillare o da possedere. Nina impara così che la conoscenza può salvare e insieme ferire, che l’amore non basta, che diventare sé stessi ha un prezzo altissimo. Ma impara anche a non arrendersi mai, a nessuno… Se volete sapere di più sull’intensa storia di questa giovane donna, della sua fame di libri, del suo corpo che impara il desiderio e il dolore, della sua voce che trova infine il coraggio di esistere, correte in libreria. Noi abbiamo incontrato l’autrice perché ci raccontasse qualcosa della sua esperienza nel torneo e con la casa editrice. Ecco che cosa ci ha raccontato!
Come e perché hai deciso di partecipare a “IoScrittore”?
Chi partecipa a IoScrittore vuole qualcosa che spesso, nella vita di tutti i giorni, si fatica ad ammettere o addirittura si nasconde: essere pubblicato. Quando un’amica mi ha parlato del torneo, ho ovviamente deciso di partecipare per quel motivo, ma anche perché mi sembrava il modo migliore per mettermi in discussione, per capire. Siamo tutti convinti che il nostro romanzo sia interessante, avvincente, e con un concreto potenziale commerciale. Ma è davvero così? In questo senso, i giudizi degli altri scrittori sono stati illuminanti, per quanto talvolta siano stati una vera doccia fredda… oppure proprio per questo. Superata l’irritazione iniziale, infatti, molte critiche mi hanno indicato con precisione dove intervenire per sistemare le dinamiche narrative, per dare spessore ai personaggi e per gestire le sottotrame.
Lo consiglieresti a un aspirante scrittore?
Credo che la mia storia sia la dimostrazione pratica di quanto sia utile partecipare a IoScrittore. Nell’edizione del 2023, L’acqua amara (che allora s’intitolava L’inganno) si era fermato alla prima fase. Era stato un brutto colpo e non posso negare di aver avuto l’impulso di abbandonarlo. Ma poi, come dicevo prima, erano stati proprio i giudizi più «cattivi» a spingermi a rivedere il romanzo, a cercare i motivi per cui non aveva funzionato agli occhi dei lettori e ad approfondire elementi che avevo trascurato. L’ho riscritto e, nel 2024, l’ho riproposto. E adesso L’acqua amara sta per uscire in tutte le librerie…
Che cosa ci puoi raccontare della tua esperienza di lavoro con un editor?
Lavorare con un’editor è stata per me una lezione fondamentale. Ho scoperto che il lavoro di editing richiede una grande dedizione e un’enorme pazienza, cose che dall’esterno si possono immaginare, ma che, nella pratica, emergono con nettezza in ogni momento. La cosa che ho apprezzato di più è stato il confronto diretto, schietto: uno scambio continuo che mi ha spinto a superare i miei limiti e a dare il massimo. Quindi non posso che essere enormemente grata a chi si è preso cura del mio romanzo.
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