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Imparare a scrivere prendendo spunto da trucchi, metodi e ossessioni dei grandi romanzieri

20 Luglio 2021 |
di
Redazione Il Libraio
"Scrivere è l'infinito", di Mariano Sabatini, presenta un ampio repertorio di esperienze narrative di oltre cento romanzieri sui loro singolari metodi di lavoro. Per imparare a scrivere, infatti, si può cominciare proprio imitando gli autori che ce l’hanno fatta: i loro trucchi, le loro ossessioni e i loro rituali, attraverso una miniera di consigli, suggestioni e aneddoti dai quali prendere spunto

Scrittori si nasce o si può diventarlo? E come? In particolare negli ultimi anni, con il proliferare delle scuole di scrittura creativa, l’interrogativo non è affatto pretestuoso. Scrivere può insegnare a scrivere. Ma soprattutto serve leggere: tanto, di tutto.

Ecco, allora, che in Scrivere è l’infinito (Vallecchi) di Mariano Sabatini il lettore – aspirante autore – troverà più di cento testimonianze di romanzieri famosi e apprezzati sui loro singolari metodi di lavoro.

Copertina del libro scrivere è l'infinito

Sabatini, classe 1971, che ha scritto per quotidiani, periodi e web, oltre ad avere firmato programmi di successo per newtork della tv nazionale, condotto rubriche radio e pubblicato testi su riviste e antologie, ha infatti intervistato tanti autori noti per capire meglio la loro posizione sull’argomento.

Qualche esempio è costuito dall’anarchia di Andrea Camilleri, dall’isolamento di Giorgio Faletti e dalla lentezza di Sveva Casati Modignani, o dalle ricerche di Giuseppe Culicchia, dai canovacci di Loriano Macchiavelli, dagli intrecci automatici di Cristina Comencini.

E ancora: non mancano il “masochismo” di Simonetta Agnello Hornby, il transfert di Alberto Bevilacqua, il dolore di Dacia Maraini e le pennichelle di Margherita Oggero. Spazio anche al tempo scaduto di Gianrico Carofiglio, al plot di Massimo Carlotto, alla vendemmia di Enrico Brizzi e alla patologia di Lidia Ravera, per non parlare della naturalezza di Bianca Pitzorno, delle riscritture infinite di Michael Cunningham, del falò di Andrea Vitali e del gioco di Romana Petri.

Presenti anche Grazia Versanai, Barbara Baraldi e Licia Troisi, che insieme agli altri compongono un ampio repertorio di esperienze narrative di oltre cento romanzieri sui loro singolari metodi di lavoro. Se infatti scrivere è, indubitabilmente, l’infinito del verbo che denomina l’azione del trasferire su carta pensieri, idee e personaggi, d’altra parte è anche la tensione, a tempo indeterminato, che serve a creare le storie.

Per questo motivo individuare un metodo è fondamentale, e magari, seguendo il consiglio del saggista e romanziere romano (già autore per Salani de L’inganno dell’ippocastano e di Primo venne Caino), si può cominciare proprio imitando gli scrittori che ce l’hanno fatta: i loro trucchi, le loro ossessioni e i loro rituali, attraverso una miniera di consigli, suggestioni e aneddoti dai quali prendere spunto.

Fonte: www.illibraio.it

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