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Due esordi da tenere d’occhio: <em>L’ombrello dell’imperatore</em> di Tommaso Scotti e <em>Io non ti lascio</em> solo di Gianluca Antoni
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Due esordi da tenere d’occhio: L’ombrello dell’imperatore di Tommaso Scotti e Io non ti lascio solo di Gianluca Antoni

25 Gennaio 2021
| di
Redazione IoScrittore
Alleati preziosi e indispensabili, i libri rappresentano da sempre uno strumento fondamentale per affrontare qualsiasi difficoltà. Anche nel complesso periodo che stiamo attraversando, infatti, si sono rivelati un’ancora di salvezza unica, a volte per evadere dalla realtà, altre per comprenderla e affrontarla al meglio.

Anche in questo 2021 sono tante le storie che ci aspettano in libreria, pronte a confortarci, a stupirci, a riempire il nostro tempo libero. Tra gli esordi più interessanti troviamo L’ombrello dell’imperatore di Tommaso Scotti e Io non ti lascio solo di Gianluca Antoni, due romanzi profondamente diversi, che però hanno la forza di coinvolgere i lettori e le lettrici, trasportandoli in tempi e in luoghi lontani.

Io non ti lascio solo 

Iniziamo con Io non ti lascio solo di Gianluca Antoni, autore che è stato notato dalla casa editrice Salani proprio grazie al Torneo IoScrittore. 

Antoni infatti ha partecipato con la sua opera al torneo letterario gratuito organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol, attraverso il quale ha potuto sottoporre il suo manoscritto non solo al giudizio di lettrici e lettori, ma anche di editor ed esperti del settore. 

Il romanzo racconta la storia di una grande amicizia tra due ragazzini, durante un’estate cupa e piena di misteri. C’è un segreto che aspetta solo di essere scoperto, un maresciallo che farà di tutto per trovare la verità, e un diario che contiene un mistero ancora più inquietante e profondo di quello che sembra. 

Al di là della trama, sono tanti gli elementi che hanno reso il testo di Antoni interessante agli occhi di Mariagrazia Mazzitelli, direttore editoriale di Salani. 

Per dare qualche utile suggerimento a tutti coloro che desiderano pubblicare la propria storia, abbiamo chiesto a lei di spiegarci il perché della sua scelta: “Questo libro ci ha colpito per la capacità dell’autore di fondere più generi – l’avventura, il giallo, la suspence, il romanzo psicologico – in una storia tenera e dura al tempo stesso, oltre che ricca di sorprese fino all’ultima pagina. Ci ha ricordato che le storie ci servono come specchio nitido dei nostri paesaggi interiori, come catarsi ai nostri dolori”.

«L’autore riesce a costruire un intreccio adrenalinico e sorprendente. Delinea il carattere dei personaggi soprattutto attraverso dialoghi realistici e fulminanti E quando sono i bambini a parlare c’è un perfetto equilibrio fra leggerezza, ingenuità ed empatia.» La Lettura

L’ombrello dell’imperatore

Ambientato in un Giappone descritto con sguardo insolito e struggente, L’ombrello dell’imperatore è un thriller che ci porta in un Paese pieno di fascino, in cui si muove un protagonista destinato a rimanere impresso nella nostra memoria: l’ispettore Takeshi Nishida, della squadra omicidi della polizia di Tokyo, che si troverà a risolvere un caso in cui tutti gli indizi conducono a un sospettato impensabile: l’imperatore del Giappone.

Abbiamo parlato di questo brillante esordio con l’editor della narrativa italiana di Longanesi, Fabrizio Cocco, che ci ha raccontato cosa l’ha colpito della voce di Scotti e, soprattutto, quali sono gli elementi che rendono interessante un manoscritto per gli addetti ai lavori.

“L’attività di ricerca di nuove voci, da parte di una casa editrice, il cosiddetto ‘scouting’, è guidata da alcuni criteri che necessariamente rispondono al dna e alla storia della casa editrice stessa. Nel caso di una buona parte della fiction di Longanesi, si può dire che uno dei principali motori di interesse sia l’innovazione nel campo dell’intrattenimento di qualità. Ma cosa si intende per innovazione? È un concetto non semplice da definire e delimitare, ma si potrebbe forse sintetizzare nell’espressione ‘aprire nuovi territori della narrazione’. È il caso di Donato Carrisi, che ha aperto una via del tutto propria e peculiare al thriller. Di Alessia Gazzola, che con Alice Allevi ha inventato un mondo letterario frutto di una sapiente mescolanza di generi diversi. Di Ilaria Tuti, che ha svelato il cuore della sua terra d’origine attraverso un cuore ancor più grande, quello della sua amatissima protagonista Teresa Battaglia. E più di recente di Fabiano Massimi, capace di accompagnare il lettore nelle pieghe più sorprendenti e ancor oggi misteriose della Storia del Novecento.

Quando abbiamo letto il romanzo d’esordio di Tommaso Scotti, abbiamo provato subito il medesimo brivido della scoperta: una voce forte e distintiva, una rara capacità di approfondimento psicologico, una maestria nel governare i passaggi di trama e gli incastri narrativi sorprendente in un esordiente assoluto.

Il Giappone, e in particolare Tokyo – la città in cui è ambientato il romanzo – non è certo mancato sugli scaffali delle librerie. Non è perciò tanto l’ambientazione in sé a rendere innovativo questo romanzo: lo è invece il punto di vista. Tommaso Scotti vive da oltre dieci anni a Tokyo ma il suo sguardo, inevitabilmente, non può che essere quello di un occidentale. La sua geniale intuizione è stata quella di affidare questo punto di vista a un protagonista straordinario. L’ispettore Nishida è infatti un ‘mezzosangue’, figlio di un’americana e un giapponese. Questo lo rende spesso refrattario e ribelle, a volte apertamente critico nei confronti della società in cui vive. Ed è attraverso di lui che il lettore, catturato da una trama gialla avvincente e intrigante fin dalle prime battute, si immerge in un Giappone in chiaroscuro, per nulla oleografico né didascalico. Un Giappone raccontato non attraverso descrizioni paesaggistiche o culturali ma tramite una galleria di splendidi e struggenti personaggi, ciascuno con una luce propria e ciascuno, inesorabilmente, con zone d’ombra profonde e spesso drammatiche.

La voce unica di Tommaso Scotti affabula e trascina il lettore fin dentro al cuore civile ed etico di un Paese in cui la felicità individuale è nettamente meno importante dell’onore. Un Paese in cui cortesia e gentilezza sono irrinunciabili modi di vita e di convivenza. Un Paese in cui, però, il sistema giudiziario è imperniato su un assunto opposto a quello in voga nella maggior parte dei Paesi occidentali. In Giappone, infatti, sei colpevole fino a prova contraria. Quale miglior punto di partenza per una crime fiction?”.

«Un autore italiano che riesce in una doppia impresa: intessere una trama accattivante e contemporaneamente scrivere un compendio di cultura e sociologia nipponica per occidentali.» Il Corriere della Sera

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