Consigli degli autori

Andrea Vitali: come si arriva a scrivere un romanzo di successo e i consigli per aspiranti scrittori

16 marzo 2018
| di
Redazione IoScrittore
Uno dei massimi cantori della provincia italiana, Andrea Vitali, autore di libri best-seller come Olive comprese, Almeno il cappello e molti altri, ci svela i segreti della sua scrittura: tutti ottimi consigli per chi vuole pubblicare un romanzo.

Andrea Vitali è in libreria con nuovo libro edito da Garzanti, Nome d’arte Doris Brilli, un romanzo che svela gli esordi di uno dei suoi personaggi più amati il maresciallo Ernesto Maccadò. Il maresciallo infatti, fresco di nomina alla caserma di Bellano, si trova alle prese con un primo caso spinoso.

 

Vitali perché si è così affezionato a Maccadò e ha voluto coinvolgerlo in un nuovo romanzo?

Perché sto invecchiando e quindi nel maresciallo Maccadò mi sono ritrovato io a riscoprire il mio paesaggio, sia narrativo sia quotidiano.
Mi piaceva l’idea di fare questa proiezione, di mettermi nelle vesti del maresciallo Maccadò che scopre, e io riscopro con lui, il paesello in cui abito.

 

Quali consigli darebbe a un aspirante scrittore?

Il primo consiglio è quello di non far mai leggere il manoscritto alla mamma, al papà o allo zio perché ti dicono subito che è bellissimo e ti incastrano, tu credi così di essere già un autore di capolavori e, in realtà, non è vero.

Mi preme dire una cosa, nei miei lontani esordi non avevo assolutamente idea di cosa fosse un editor.

Sapevo però che ci sono al mondo persone che ne sanno sempre più di te, in qualunque campo dell’attività umana.

Il mio primo editore, che fu Raffaele Crovi, mi diede conferma di questo fatto.

I racconti che gli mandai li lesse (e già mi sembrò una cosa meravigliosa) e mi telefonò dicendomi “Vitali… i suoi racconti sono impubblicabili”, fantastico pensai.

Prima mi diede questa mazzata, poi però mi diede subito un consiglio “cominci a leggere testi di letteratura contemporanea, dopodiché riscriva questi racconti e vedrà che miglioreranno.”

E così è stato. Io, allora giovane e abbastanza ingenuo, non leggevo altro che i grandi scrittori russi, francesi, tedeschi. Letture assolutamente indispensabili, però mi ero staccato un po’ dalla contemporaneità. Quindi di quei racconti tenni le trame e ovviamente eliminai incipit tipo “Era una notte buia e tempestosa” o cose del genere legate proprio alle mie letture.

Da ciò discende il fatto che leggere è fondamentale per acquisire una certa capacità nel capire come scrivere una storia, un giallo, un noir, una commedia.

Un’altra cosa importante è che bisogna sapere cosa si vuole raccontare, bisogna sapere in che filone del narrare ci si vuole inserire. Io ho avuto la fortuna di crescere e di vivere in un mondo abbastanza ricco di storie e di storielle. Ho avuto la fortuna di innamorarmi di questo tipo di narrativa di intrattenimento che in Italia ha splendidi rappresentanti nel passato ma anche nel presente e quindi non mi sono mai mancati il materiale umano, il materiale aneddotico su cui lavorare.

Questo mi ha consentito di affrontare la scrittura quotidianamente, e affrontandola quotidianamente, un po’ come se fosse un lavoro, si acquisisce una capacità di autocritica che naturalmente poi cresce a dismisura quando ci si confronta con dei professionisti come gli editor a cui si sottopone la storia.

 

Quanto sono importanti i luoghi, le ambientazioni nei suoi romanzi?

Le storie che ho scritto fino ad ora, credo dimostrino quanto sia importante per me il paesaggio.

Fuori dai confini di Bellano non sono mai andato. Al massimo mi sono spostato a Dervio, sull’altra sponda del lago, ma non è proprio quello che si dice girare il mondo.

Se io ho trovato una serialità, per le mie storie, l’ho trovata in quel mondo che è l’unico mondo che conosco tra l’altro, e che è diventato pian piano il mondo della vita quotidiana. Ed è anche quello che è diventato teatro delle mie storie, un mondo che noi scrittori o aspiranti tali, possiamo modificare a nostro piacimento.

Voglio raccontare un aneddoto, io ho litigato con un mio concittadino perché in una storia ambientata nel 1936 ho inserito una strada che non esisteva realmente e questo continuava a rompermi le scatole dicendomi “Tu hai messo una strada che all’epoca non esisteva”, e io continuavo a dirgli “Ma cosa ti importa è un romanzo, quello che ti serve lo metti quello che non ti serve lo togli”.

 

Qual è il suo metodo quotidiano di scrittura?

Il mio metodo di scrittura è un po’ da ragioniere, se si vuole da geometra, senza nulla togliere alle categorie citate.

Poiché è un’attività, un’attività seria molto artigianale, io la pratico tutti i giorni, generalmente alla mattina abbastanza presto.

Comincio verso le sette, sette e mezza, e vado avanti fino all’ora in cui mi danno qualcosa da mangiare.

Il pomeriggio, visto che godo di questa grande libertà, lo dedico a un’altra attività fondamentale, la lettura.

Poi verso sera magari scrivo ancora qualcosa ma la senescenza comincia a farsi sentire e molto spesso mi viene sonno.

Una giornata tutta dedicata alle parole scritte, alle parole scritte anche dagli altri. Questo l’ho capito fin da giovane, per fortuna: la mia vita acquisiva e acquisisce senso per tante cose ma anche per la presenza dei libri.

L’ho sempre detto che se io dovessi essere obbligato a scegliere tra scrivere e leggere, con la morte nel cuore, sceglierei la lettura perché senza la lettura la mia vita sarebbe veramente zoppa.

 

“Non so quale sia il segreto. Sta di fatto che Andrea Vitali è un raro caso di narratore che mette d’accordo pubblico e critica.” Antonio Gnoli, Robinson – la Repubblica

 

TUTTO SU ANDREA VITALI
Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo con il romanzo Il procuratore, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago, ha continuato a riscuotere il consenso di pubblico e critica con i suoi romanzi sempre presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo i maggiori premi letterari italiani. Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia e nel 2015 il premio De Sica. Il suo sito è: www.andreavitali.info

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