"Un prosciutto e dieci ducati", di Enrico De Agostini

Rassegna stampa
19 settembre 2016
| di
alessandro magno
Il secondo vincitore del Concorso IoScrittore 2016 è un romanzo storico che trae ispirazione da un inedito manoscritto posseduto dall'autore

Il secondo vincitore del Concorso IoScrittore 2016 è un romanzo storico che trae ispirazione da un inedito manoscritto posseduto dall’autore Enrico De Agostini. Siamo a Circello, provincia di Capitanata, nel regno di Napoli, in un arco di tempo che va dal 1798 al 1815. Il periodo storico è complicato, e particolarmente stridente il contrasto tra lo spirito progressista alimentato dall’avanzare della rivoluzione dei Francesi e quello reazionario di attaccamento alle tradizioni e alla vecchia politica fatta di privilegi e ineguaglianze. Nel mezzo di queste profonde contraddizioni si sviluppa la storia di Don Giovanni, amministratore dei beni del marchese di Circello e accusato paradossalmente di essere sia borbonico sia giacobino. Nel tentativo di difendersi dalle calunnie rivoltegli dai suoi nemici, Don Giovanni si troverà ad affrontare situazioni pericolose, comiche, e a tratti assurde. Alla base delle meschine denunce di giocobinismo, ci sono una lettera falsa che viene redatta dai suoi detrattatori e il coinvolgimento di un magistrato,


Luigi Petroli, tanto debole e inetto da apparire un’amara caricatura di una giustizia terribilmente ingiusta. Si scoprirà che il costo della stesura della fantomatica lettera era stato proprio di dieci ducati, con l’aggiunta occasionale di un prosciutto. Due sono i tratti distintivi del romanzo: da una parte la presenza di personaggi descritti molto bene, capaci quasi sempre di procurarci un sorriso anche se a volte dal comportamento poco edificante e dall’altro il linguaggio sempre curato, fatto di espressioni antiche, ma sempre comprensibile e gradevole, che contribuisce a farci calare nell’epoca e immedesimarci in personaggi così lontani da noi. Probabilmente è proprio questa la chiave di lettura. In fondo le tante figure che si alternano nella storia non sono così lontane dai nostri tempi. Lo sono di certo temporalmente e quindi come stile di vita, ma i due secoli che ci separano non sono sufficienti a farceli sentire distanti, anzi i loro pensieri, le loro bassezze, insicurezze, meschinità sono vicine alle nostre in determinati frangenti, esasperate certo, ma non così tanto. Anche l’attendibilità storica, certificata dalla prefazione di Francesco Barra, docente di Storia Moderna all’ Università di Salerno, è un altro elemento fondamentale. Grazie alla memoria tramandata verbalmente e tramite manoscritti appartenenti alla famiglia dell’autore, la storia del primo decennio dell’Ottocento nel Regno di Napoli ci viene restituita con particolare attenzione ai dettagli e alla verità.    

Enrico De Agostini (note biografiche)
È nato a Roma nel 1964 e dal 1991 è diplomatico di carriera. Dal 2004 è in servizio a Maputo (Mozambico)
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