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E alla fine… il cartaceo! Perché "Acqua morta" è un libro da pubblicare

16 ottobre 2015
| di
Redazione IoScrittore
E' in in libreria "Acqua morta", il romanzo selezionato per la pubblicazione cartacea tra i dieci vincitori dell’edizione di IoScrittore 2014.
E’ in in libreria Acqua morta, il romanzo selezionato per la pubblicazione cartacea tra i dieci vincitori dell’edizione di IoScrittore 2014.
Abbiamo sentito Stefano Res, direttore editoriale di TEA, la casa editrice che lo pubblica, per sapere che cosa lo ha portato a scegliere questa storia.

Ecco che cosa ci ha risposto.
«Se dicessi che nel valutare un romanzo giallo l’intreccio poliziesco è tra le ultime cose che considero, credo che verrei aspramente criticato. Diciamo quindi che la solidità di quell’intreccio la do per scontata: ci deve essere.
Quello che mi interessa di più, e che tende a colpirmi, è la resa di un luogo, di un ambiente. Non l’esattezza geografica o storica (anche queste sono scontate), bensì la resa di un luogo attraverso lo sguardo di un autore, la personalità di quello sguardo.
Allo stesso modo con i personaggi e il protagonista: mi interessa la visione del mondo di quei personaggi come si evince dalle loro azioni, dalle loro scelte, dalle loro parole. I fatti, insomma, si accertano; le persone invece si conoscono.
Luogo, personaggi e protagonista che non siano la mera proiezione dell’autore, né che rappresentino per lui un pretesto, ma che siano interessanti “da conoscere”. Cosa che ho trovato in Acqua morta
E ora diamo la parola all’autore, per il racconto (emozionato) della sua felice esperienza.
Oggi Acqua morta esce in libreria. Dieci mesi fa l’annuncio che il romanzo aveva vinto il Torneo 2014. Soltanto dieci mesi. Ma ci erano voluti cinque anni…
Ebbene sì, confesso che ho partecipato alle prime cinque edizioni di IoScrittore, dal 2010 al 2014. Sono stati, quelli, cinque anni di letture indefesse di incipit e di romanzi, di testi fantastici e di brutture immani, di giudizi appassionati e di stroncature ragionate, di corse contro il tempo e di revisioni forsennate, di delusioni cocenti e soddisfazioni planetarie, di scoramento inconsolabile e di amicizie disinteressate, di attese snervanti e di viaggi a vuoto, di serate davanti alla tastiera e di battaglie contro i troll. 
Tutto ciò è stato IoScrittore. Se inizi, poi è difficile smettere, i novizi sono avvisati. Ma andiamo con ordine.
La prima volta, nel 2010, partecipo con la raccolta di racconti Florilegio criminale (all’epoca erano ammessi) con protagonista il commissario Aldani, lo stesso di Acqua morta. Buoni i giudizi iniziali, poi combino un pasticcio con le scadenze e vengo squalificato. Pietra sopra. Fino alla nuova edizione.

Nel 2011 iscrivo il romanzo storico Ars construendi. Sono soltanto 160.000 battute, il minimo sindacale, ma è comunque il mio primo romanzo, ed è questa già una conquista. Arriva in semifinale (allora erano “i 200”) e quindi in finale (i mitici “30”…). In fase di revisione mi faccio prendere la mano e le battute diventano 220.000, un vero record per me. A dicembre viene pubblicato l’ebook con il titolo modificato in Il mistero dell’isola di Candia. Soddisfazione inimmaginabile. Ma non mi basta.

Nel 2012 allora ci riprovo. Il Torneo, con il suo ineffabile blog (a proposito, Ars è il nickname che utilizzo da sempre), con le sue complesse dinamiche, con la pazzesca possibilità di leggere gli inediti di altri appassionati di scrittura come me, è diventato una vera droga. Netcrash è un thriller tecnologico, 270.000 battute scritte in 33 giorni (vabbe’, beneficiando di una montagna di appunti, ma sempre 33 giorni sono…). Approda in semifinale e lì si ferma. I giudizi spaziano da un estremo all’altro, ma non si può pretendere troppo. Pare che Simenon ci mettesse soltanto 11 giorni per scrivere un romanzo. Beato lui… 

Nel 2013 decido di fare sul serio e presento il romanzo Acque morte, scritto l’anno prima, un tomone di 500.000 battute. Finalmente la narrazione lunga non è più un problema, ma che dire delle altre 70.000 battute che sono costretto a tagliare per rientrare nei limiti? Una cosa dolorosa che non auguro a nessuno. Il romanzo arriva tra i 300 (sì, sono aumentati) semifinalisti (anzi, no, finalisti). I giudizi sono molto buoni, ma ancora non ci siamo, il romanzo si ferma lì. Mica per questo mi arrendo. 

Nel 2014 medito di presentare di nuovo Acque morte in una versione revisionata anche in base ai giudizi dei miei lettori. A dirla tutta, sono titubante a partecipare per la quinta volta, ma per fortuna due mie amiche di Torneo mi costringono letteralmente a farlo. Gliene sarò eternamente grato. Il romanzo arriva nei 300 (certo, ci speravo, ma 2.300 partecipanti sono davvero tanti…). Di lì ad arrivare tra i 10, ce ne vuole. I giudizi della prima fase, però, mi sembrano migliorati rispetto all’anno precedente. Che voglia significare qualcosa? Come se non bastasse, dal 2014 il regolamento prevede l’inedita possibilità di caricare l’opera completa definitiva fino a qualche settimana dopo la chiusura della prima manche. Ne approfitto per revisionare ulteriormente il romanzo, tenendo conto delle indicazioni giunte nel frattempo con i giudizi. Carico la versione definitiva e incrocio le dita.

Sul blog di IoScrittore il titolo ogni tanto viene citato, sempre con commenti entusiastici. Alla fine sono fortunato, i miei lettori mi graziano e il romanzo entra nei 10 guadagnandosi la pubblicazione in ebook! Ma non è finita. Dopo qualche settimana arriva la famosa telefonata, anzi due. La prima da IoScrittore, per annunciare che Acque morte è stato selezionato per la pubblicazione. La seconda dall’editore. Dire che sono choccato è riduttivo. Solo il 18 dicembre, con l’annuncio ufficiale, mi capacito di aver vinto e che “diventerò” cartaceo. Per inciso, il comunicato esplicita per la prima volta la casa editrice del gruppo GeMS (TEA) che pubblicherà il romanzo vincitore. Non era mai accaduto in cinque anni di Torneo, e non chiedetemi perché. Non solo. I comunicati stampa diramati da GeMS fanno esplicitamente il mio nome “reale”. Inedito anche questo. Un ottimo auspicio.
Seguono dieci mesi di lavoro: un’ulteriore revisione prima di sottoporre Acque morte all’editor, la revisione vera e propria (entusiasmante), le bozze, la copertina, la bandella ecc. Il Torneo è ormai lontano, la nostalgia è grande, ogni tanto faccio capolino sul blog a salutare i vecchi compagni d’avventura. 
Sì, perché è stata un’avventura, indimenticabile, irripetibile, e proprio per questo ho cercato di fissarne i momenti più importanti in tre lunghi post pubblicati sul mio blog (http://www.crashtext.it). L’ho fatto, certo, per me stesso, ma soprattutto perché mi sembrava giusto condividere la mia esperienza con tutti i torneisti che ogni anno “ci provano”, per dire loro che non bisogna mai mollare, che devono essere i primi a credere fino in fondo nel proprio sogno.
Ora Acqua morta (il titolo è stato cambiato, ma di poco, e gli ha giovato) ha imboccato la propria strada. Andrà come andrà. Mi resta solo una cosa da fare. Ringraziare tutti gli anonimi torneisti che in questi cinque anni mi hanno portato fino a qui, la comunità di IoScrittore per le montagne di commenti prodotti sul blog che mi hanno aiutato ad andare avanti a dispetto di tutto, e infine lo staff del Torneo che da dietro le quinte sopporta stoicamente le nostre intemperanze.
Grazie di tutto, ragazzi. Davvero.
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Il libro in una frase
“Il cadavere affiorò dall’acqua morta di un canale secondario con la bassa marea.” Lo so, è l’incipit, ma che ci volete fare…
Amici di scaffale
Tutto il Camilleri di Montalbano, che diamine!
Segni particolari
Acqua, of course…
Tag
Laguna, affari, corruzione (Mose?)
Dove e quando
Venezia, oggi.
Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
La rivista Il Libraio occhieggiava dal tavolino del bagno, e un bel giorno… Ok, seriamente: mai avuta molta voglia di mandare manoscritti alle case editrici. Il Torneo era una valida alternativa. Per di più anonima. Affascinante. Comunque, la storia del bagno è vera…
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