“IoScrittore” tra molte luci e qualche ombra

Rassegna stampa
13 maggio 2015
| di
Redazione IoScrittore
La competizione aggiunge adrenalina alla passione per la scrittura, che talvolta rischia di accomodarsi in una pratica rilassata e priva di ambizioni...

Nel variegato mondo degli internauti, talvolta capita d’intrecciare rapporti interpersonali che arricchiscono. Durante uno di questi scambi ho conosciuto Grazia Gironella, scrittrice e blogger. La cosa che mi ha colpito, leggendo il profilo biografico di Grazia, è la sua partecipazione, per ben tre anni consecutivi, al Torneo letterario “IoScrittore” del gruppo GEMS che le ha permesso di pubblicare un Ebook. Di questo e altro tratta il guest-post che ho l’onore di pubblicare. Buona lettura!

Quando Rosalia mi ha chiesto di raccontare in questo guest-post la mia esperienza con IoScrittore, sono rimasta stupita nel rendermi conto di non averne mai parlato nel mio blog. I concorsi hanno fatto parte della mia vita a lungo, ma questo premio mi ha accompagnata per ben tre anni consecutivi, ed è stata un’esperienza del tutto diversa dalle altre, a partire dal fatto che in gioco non erano racconti ma romanzi.

Cos’è IoScrittore?

In sintesi, IoScrittore è un torneo letterario di narrativa indetto dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (GeMS) (link http://www.maurispagnol.it/gems/il-gruppo/), uno dei colossi dell’editoria italiana, che aggrega e coordina qualcosa come 10 case editrici del calibro di Longanesi, Salani, Rizzoli, Garzanti e Guanda.

Come funziona IoScrittore?

Per non rendere la spiegazione troppo tecnica, vi mostro il torneo attraverso gli occhi del partecipante.

La partecipazione al torneo è gratuita. Mi iscrivo e compilo la scheda in cui mi viene chiesto, tra le altre cose, quali siano i miei gusti in fatto di letture.

A inizio primavera invio il mio incipit, e due-tre mesi dopo la mia opera intera, come previsto dal regolamento. Subito dopo ricevo in lettura 15 incipit dei colleghi e li valuto, attribuendo loro un voto e un commento in base ai criteri suggeriti sul sito del premio.

A inizio estate ricevo le opinioni che gli altri concorrenti hanno espresso sul mio incipit e, se mi sono piazzato tra i migliori 200 (sono cioè semifinalista), anche le 10 opere che dovrò leggere e valutare nei mesi a seguire.

Consegno le valutazioni delle 10 opere a me assegnate entro metà ottobre, poi aspetto per qualche settimana la proclamazione dei dieci finalisti e del vincitore, che vedrà il suo romanzo pubblicato in forma cartacea, mentre agli altri finalisti verrà riservata la pubblicazione in forma digitale.

Questo è IoScrittore. Non mi dilungo sui dettagli, che possono variare e trovate comunque aggiornati sul sito del torneo (link http://www.ioscrittore.it/doc/68478/regolamento-edizione-2015.htm). Da qui in poi, quella che vi racconto è la mia esperienza personale.

Ho partecipato al torneo con tre opere diverse. Nel 2010 ho proposto il mio primo romanzo. Non ambivo alla pubblicazione, ma ero in cerca di opinioni per migliorarlo. Mi sono fermata alle semifinali. Nel 2011 ho partecipato con un altro romanzo, arrivando di nuovo in semifinale, con la gradita aggiunta di essere contattata dalla Garzanti, che manifestava interesse verso il romanzo, a patto che venissero operate alcune modifiche. Fatte e inviate le modifiche, non ho più ricevuto risposta. Nel 2012 ho proposto il romanzo Due vite possono bastare (link http://www.ioscrittore.it/doc/68364/due-vite-possono-bastare.htm), che è entrato in finale ed è stato pubblicato in versione digitale nel luglio 2013.

Vale la pena di partecipare a IoScrittore?

Prima di azzardare una risposta, voglio dire che ho trovato l’esperienza del torneo positiva sotto molti aspetti.

  • Rafforzare la motivazione personale

La competizione aggiunge adrenalina alla passione per la scrittura, che talvolta rischia di accomodarsi in una pratica rilassata e priva di ambizioni.

  • Imparare a dare il massimo

Quando sai che devi presentare il tuo lavoro nella sua forma migliore, sfrutti ogni tua capacità per riuscirci.

  • Inserirsi nella Grande Famiglia

Ho apprezzato di sentirmi parte della grande folla degli scrittori aspiranti-esordienti. IoScrittore ha un blog, una pagina Facebook; i contatti sono facili e spesso piacevoli, e non sempre si fermano al torneo.

  • Essere letti da case editrici importanti

Il lavoro di selezione è affidato ai partecipanti, ma gli editori GeMS tengono d’occhio in una certa misura i lavori che transitano per il torneo. Risultato: capita (molto di rado, in realtà) che qualcuno si veda offrire un contratto per la pubblicazione in cartaceo senza essersi piazzato tra i finalisti.

  • Feedback

Ricevere le valutazioni dei colleghi sull’incipit e, in caso di passaggio in semifinale, sull’opera intera, è a dire poco utilissimo.

  • Incoraggiamento

Se è vero che il torneo conta sempre centinaia di iscritti (nelle prime edizioni erano circa 2000), bisogna anche dire che molti autori presentano lavori a malapena corretti dal punto di vista grammaticale, e spesso del tutto privi di senso della narrazione. Questo permette di farsi un’idea più realistica del mondo dei neoscrittori, e magari uscirne incoraggiati.

  • Gratuità, affidabilità e possibilità di risultati importanti: quanti ne trovate di concorsi così, dedicati ai romanzi?

Dopo questo elenco di pregi, resta il fatto che il torneo prosegue, edizione dopo edizione, senza che io sia tentata di partecipare. Come mai? Perché esistono, come sempre, anche aspetti negativi, o meno positivi del previsto.

  • L’impegno richiesto da IoScrittore è consistente. Se ti areni alla fase incipit è una passeggiata, ma leggere 10 romanzi in un’estate (un anno sono stati persino 15!) e valutarli in modo accurato è un vero lavoro, che impegna tempo e riduce quasi a zero le proprie letture abituali. Si arriva a settembre con la brama di narrativa “vera”, anche perché non sempre le opere in valutazione sono una lettura piacevole.

  • I feedback sono preziosi, ma non c’è bisogno di IoScrittore per trovarli. In fondo parliamo di valutazioni di semplici lettori, non di editor professionisti. La stessa situazione si può ricreare formando un gruppo di lettura incrociata con qualche amico scrittore, dove ognuno svolge il ruolo di beta reader per gli altri.

  • È vero che partecipando al torneo si può essere notati da qualche editore importante, ma è anche vero che GeMS si dimostra interessato soltanto a coloro che sceglie per la pubblicazione in cartaceo. Chi finisce in digitale non riceve alcuna promozione, e di fatto si trova del tutto ignorato… se non per i vincoli derivanti dal contratto che ha firmato. Trovare un editore che pubblichi in cartaceo un libro già in vendita come e-book non è così semplice.

  • IoScrittore affida interamente ai partecipanti il lavoro della selezione. L’assenza di una qualsiasi forma di valutazione professionale fa sì che opere scarse passino il turno e opere valide finiscano scartate. Non tutti i partecipanti sono bravi valutatori: c’è chi fornisce un’analisi del testo degna di un buon editor, chi fa del suo meglio e chi se la cava con un laconico “non mi è piaciuto”. Avrà davvero letto il libro? Chissà.

  • I romanzi pubblicati in formato digitale subiscono un editing solo simbolico, a dimostrazione dello scarso interesse di GeMS per le opere cui non riserva l’onore della pubblicazione in formato cartaceo.

Il bilancio di questa esperienza è comunque nettamente positivo. IoScrittore non sarà perfetto, ma non sono molte le opportunità di questo livello. Tornando indietro nel tempo parteciperei di sicuro, anche se, con il senno di poi, caricherei il torneo di minori aspettative. Alla fine il premio principale, quello che può fare la differenza, è vedere confermato che i propri scritti possono avere un vero pubblico. Per chi non scrive solo per se stesso è un grande passo. Sul resto, si può sempre lavorare.

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