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E con le parole di uno dei direttori editoriali di GeMS, ti auguriamo buon torneo

13 dicembre 2012
| di
Redazione IoScrittore
Trovate la vostra voce, amate i vostri personaggi fino in fondo, ascoltate le altre voci, le voci del Torneo, quando vi lodano ma anche quando vi criticano. Riempite di passione ogni pagina, ogni parola. E vedrete che questa passione arriverà... Buon Torneo!

“Uno degli aspetti più entusiasmanti del lavoro dell’editor, quello che rende ogni nostra giornata diversa da quella che l’ha preceduta e da quella che la seguirà, è il fatto che non sappiamo mai quale nuova voce ascolteremo, quale nuovo mondo esploreremo, quali emozioni troveremo tra le pagine e le parole di un inedito.

Le voci degli esordienti sono un coro sempre più numeroso e variopinto, e negli ultimi anni la Rete è diventata sempre più il luogo (o il non-luogo?) di raccolta di queste voci. Le vostre voci. E’ per questo che IoScrittore è così prezioso e utile. Proprio perché trae il massimo beneficio dall’aspetto ‘sociale’ della Rete e allo stesso tempo è fatto di carne e sangue e ossa: e cioè i romanzi e le passioni e le ambizioni di chi li ha scritti.

Nutro una profonda convinzione, che condivido con molti altri, tanti scrittori per esempio: per scrivere, bisogna leggere, leggere, leggere… Il meccanismo di IoScrittore in tal senso è perfetto! I concorrenti del Torneo sono lettori e critici l’uno verso l’altro, con spirito che inevitabilmente deve essere costruttivo.

Nel corso delle tre edizioni ho selezionato due opere finora per la pubblicazione in cartaceo. Ho parlato con gli autori della loro esperienza del torneo, e in entrambi i casi ho avuto conferma dell’utilità del concorso: sapevano quali aspetti sarebbero stati certamente da migliorare nel loro lavoro. Lo sapevano perché erano stati i loro compagni di torneo a segnalarglieli, molto spesso. E lo sapevano anche perché, esercitando a loro volta il ruolo di lettori, avevano scovato in altre opere aspetti migliorabili che, riflettendoci, avevano capito essere presenti anche nella loro opera. Come vi dicevo, carne, sangue e… fatica.

Scrivere è una passione, ma è anche un impegno e un lavoro. Richiede tempo, apertura mentale, disponibilità ai cambiamenti… E passione e amore per la propria storia e per i propri personaggi. Perché ho scelto proprio questi due autori, questi due romanzi? La ragione è proprio questa. Era evidente, percettibile sia intellettualmente sia visceralmente, la loro passione per le storie che avevano scritto. In un caso, era la passione per la propria terra, per le zone d’ombra delle tradizioni, per gli ultimi della società… E nell’altro, la passione per un periodo storico, condotta a tal punto da sapergli dare vita in un modo eccezionalmente convincente. E cosa ha appassionato me? La voce. Una voce come una musica, dei personaggi che sembravano vivi e presenti accanto a me (e, per inciso, sappiate che è così che io e molti miei colleghi facciamo editing insieme agli autori: convincendoci di avere a che fare con persone reali, interrogandole, spingendole ai limiti).

Trovate la vostra voce, amate i vostri personaggi fino in fondo, ascoltate le altre voci, le voci del Torneo, quando vi lodano ma anche quando vi criticano. Riempite di passione ogni pagina, ogni parola. E vedrete che questa passione arriverà…

Buon Torneo!”

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