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L'ultima spiaggia delle anime di Roberto Alba

21 maggio 2012
| di
Bruno Elpis
Bruno Elpis (i-Libri) recensisce"L'ultima spiaggia delle anime" e ci aiuta a conoscere l'autore Roberto Alba

L’ultima spiaggia delle anime” è una storia condotta lungo tre epoche, con tre vicende interconnesse grazie alla penna di Roberto Alba che, in questo romanzo, scrive a tre colori (idealmente: la penna d’oca del 1938, la stilografica del 1978 e … la tastiera del PC del 2009).

Primo filone narrativo: siamo nell’agosto del 1938 e i venti di guerra soffiano sulla barca, la “Principessa” del conte Marrone, ove una combriccola di personaggi dal sangue blu (un conte, una contessa, un marchese) e non (un dottore, un mozzo, una ballerina in cerca di sistemazione economica e sociale, un truffatore) sta compiendo una crociera nelle isole greche, ospitando un gerarca che sembra custodire un segreto internazionale relativo ai rapporti tra Germania nazista e Italia fascista. Tutto si complica: con l’omicidio del graduato e il naufragio del Principessa …

Seconda vicenda, quarant’anni dopo: nell’agosto del 1978, Luisa e Carlo veleggiano in cerca di conferme al loro amore attraverso il Mediteranno e l’Egeo. Quando sembrano ritrovare il loro reciproco sentimento, per una sorta di tragica compensazione, naufragano e approdano sulla stessa isola dove quarant’anni prima hanno trovato la morte i membri dell’equipaggio del Principessa …

Infine, ai giorni nostri, nell’agosto 2009, il giovane avvocato Valerio vola a Rodi (“l’isola delle rose e dell’eterna primavera”) alla ricerca di risposte sulla sua identità: ha strane visioni (“Quelle visioni erano preoccupanti; con i sogni riusciva a convivere, ma queste gli avevano fatto provare dolore e gli si erano impresse in maniera indelebile, quasi fossero reali e vissute”), soffre per incubi ricorrenti, sente voci misteriose e crede di rivivere situazioni già vissute. A Lindos e dintorni Valerio troverà tutte le risposte relative alla sua identità storica e forse una soluzione al suo disagio esistenziale.

All’inizio del mio commento alludevo a tre colori: perché il racconto di Roberto mesce, nell’alternanza delle storie parallele, almeno tre dimensioni romanzesche: quella storica, quella psicologica e … quella fantasy. Delle quali fornirò soltanto qualche cenno, rinviandovi alla lettura del romanzo per l’approfondimento.
Quanto all’ambientazione storica, “dal 1912 le isole del Dodecaneso facevano parte del Regno d’Italia, cedute dalla Turchia dopo la pace di Losanna”. E, nel secondo conflitto internazionale, anche le isole greche diventano teatro di massacri: “Era una storia dimenticata, di cui pochi parlavano, la strage di Cefalonia era più conosciuta, ma quello che accadde a Rodi non fu meno amaro”.

Sul piano psicologico, possibile che Valerio sia affetto dalla “sindrome degli antenati” ossia dalla patologia per la quale “i figli dei sopravvissuti e anche i loro nipoti nei giorni dell’anniversario di quei tragici eventi soffrivano di panico e forse ansia…”?
Quanto al fantasy, cosa sono quelle luci assassine che dal mare raggiungono gli esseri umani, per affliggerli con una malattia mortale che si manifesta in modo orribile? Custodiscono un segreto o proteggono un’isola mitica dalle profanazioni dell’uomo?
Le risposte, nel romanzo, ci sono tutte. Anche per comprendere, alla fine, che una storia come questa non deve essere scomposta nei suoi elementi, ma apprezzata per la sua unità composita …

Bruno Elpis

Su i-Libri puoi leggere l’intervista di Bruno Elpis all’autore Roberto Alba.

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