Letteracura, ovvero perché leggere ti fa bene

Letteracura, ovvero perché leggere ti fa bene -
Per una dieta letteraria equilibrata.
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Per cominciare, leggere fa bene perché ci aiuta a capire meglio il mondo, ma anche noi stessi e i nostri sentimenti, soprattutto attraverso la narrativa: i personaggi con cui ci identifichiamo e le loro storie ci formano e costruiscono la nostra identità individuale e collettiva

10 luglio 2013 | di Editor 2.0.
Caro lettore, 
quello che vedi nel titolo, come cercherò di spiegare, non è un refuso ma un gioco di parole. Spero per cominciare che tu sia un lettore forte, ovvero che tu faccia parte di quel 14,5% degli italiani che si legge almeno un libro al mese (secondo di dati ISTAT). Lo spero per gli autori, per i librai, per gli editori, ma soprattutto per te. Perché leggere fa bene, come sapeva Marcel Proust (la lettura, a differenza della conversazione che subito svanisce, penetra nell’anima) e come hanno dimostrato diverse recenti ricerche scientifiche.

Per cominciare, leggere fa bene perché ci aiuta a capire meglio il mondo, ma anche noi stessi e i nostri sentimenti, soprattutto attraverso la narrativa: i personaggi con cui ci identifichiamo e le loro storie ci formano e costruiscono la nostra identità individuale e collettiva. Forse è per questo che le donne, che leggono più romanzi degli uomini, sono più attente alla vita interiore, sia la loro sia quella altrui. (O forse è vero il contrario: le donne leggono più degli uomini proprio per la loro necessità di comprendere meglio la nostra vita interiore). Con queste premesse, non sorprende che sia nata una disciplina come la Libroterapia, o Biblioterapia. Il primo a sistematizzate la pratica, intorno al 1930, è stato uno psichiatra americano, William Menninger, che ha iniziato a far leggere ad alta voce, nei reparti ospedalieri, secondo percorsi di lettura guidata. Il terapeuta ha il ruolo di scegliere i percorsi di lettura, sulla base delle diverse patologie: la Libroterapia particolarmente sarebbe particolarmente indicata per alleviare sindromi depressive, disturbi d’ansia e sessuali. Particolarmente consigliate le testimonianze di persone che raccontano i loro percorsi di guarigione.

Alla terapia di gruppo è poi subentrata la terapia individuale: dopo il primo approfondito colloquio, lo psichiatra assegna al lettore-paziente un programma di lettura; successivi incontri verificano l’efficacia della pratica ed eventualmente consigliare altre letture. In Francia se n’è occupato Marc-Alain Ouaknine, in Italia il testo di riferimento è da alcuni anni Libroterapia. Un viaggio nel mondo dei libri, perché i libri curano l’anima di Miro Silvera, autore (tra l’altro) del celebre aforisma: “Chi non legge ha un’anima anoressica”. Più di recente, qualcuno ha anche proposto una nuova pratica: Francesco Marchetti, autore di La dieta letteraria, spiega "Come leggere bene senza appesantirsi" (è uno dei quattro divertenti volumetti pubblicati da Editrice Bibliografica nella collana Wuz diretta da Giulia Mozzato, dove si parla e sparla anche di incipit, grazie a Matteo Baldi, dei clienti delle libreria di provincia, grazie a Stefano Amato, e di come fingere di aver letto un libro senza averlo fatto, grazie a Sandra Bardotti: ma chi legge per IoScrittore sa che è impossibile giudicare un libro senza averlo letto, ti sgamano subito).

Francesco Marchetti divide i libri in tre macrocategorie:

- i classici, che “contengono proteine, ovvero i mattoni della nostra crescita” e “rivestono un ruolo importante nella vita di tutti noi”;
- i best seller, “ricchi di carboidrati”, che “finiscono per costituire la parte essenziale della nostra alimentazione, anche se non sono considerati nutrienti essenziali”;
- i libri della vita, ovvero quelli dei nostri autori preferiti, “che vanno assunti costantemente”, insomma periodicamente riletti, e che sono le nostre vitamine letterarie (a proposito, quali sono le tue vitamine letterarie? Tra le mie ci sono sicuramente Dante e Shakespeare, Artaud e Thomas Bernhard, Platone e Dostoevskij...).

Una dieta letteraria equilibrata deve bilanciare questi tre elementi. Come tutti i dietologi che si rispettino, Marchetti specifica per ogni libro gli ingredienti principali, l’apporto calorico e gli abbinamenti consigliati: ma attenzione, non si tratta del cibo-spazzatura che dovete sgranocchiare mentre leggete, ma il film che “condisce” il romanzo. Nel menu troviamo classici come I promessi sposi o Delitto e castigo, Amleto o Il grande Gatsby, ma anche Eco e Grisham

In appendice, un piccolo e gustoso test permette di capire “Che tipo di lettore sei?”. Le risposte sono abbastanza originali: tra i prototipi, incontriamo il lettore onnivoro, quello vegetariano, quello stile grande abbuffata. (Viene da chiedersi dove si posizioni, in questa classificazione, chi legge romanzi per IoScrittore: dobbiamo inserirlo tra i devoti della nouvelle cuisine, o tra gli amanti della trattorie casalinghe?). 

Ma attenzione: se assunta in dosi eccessive, la letteratura può avere qualche controindicazione. Lo hanno scoperto i protagonisti di due romanzi con altissimo contenuto proteico: Don Chisciotte, che impazzisce per aver letto troppi romanzi cavallereschi; ed Emma Bovary, che getta al vento la sua vita per aver letto troppe storie d’amore... Per non parlare dei libri assassini che popolano la narrativa: basti pensare al Nome della rosa...

(Un’ultima domanda, amico lettore: ci sono letture che mettono in pericolo la tua vita, o la tua sanità mentale? Per me, quelli noiosi, e che non riesco a smettere di leggere...) Nella certezza che leggere sia un’iniezione di salute (e magari un po’ una droga, come lo è del resto la lettura) ti prego di accettare i miei migliori auguri di buona lettura e sicura guarigione.
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Altro che fuori strada, sono finito in un fosso
codice utente 5561
Commento #10
30/8/2013
Gentile OPdiP, non si mettono al mondo dei bambini per poi abbandonarli. Basta un Rousseau.
ancora fuori strada bis
codice utente 5561
Commento #9
24/8/2013
non si riesce proprio a far andar avanti questo blog neppure di un passo?
Ancora fuori strada
codice utente 5561
Commento #8
2/8/2013
Come mai questo blog è fermo da un paio di settimane, dopo appena cinque giorni di vita e sette contatti? L'ho scoperto con entusiasmo, speravo nella segnalazione di qualche lettura preziosa e rara che mi sono perso. E invece, anziché all'Ermitage mi ritrovo in un deserto proprio deserto, il letto del rigagnolo che mi scorre davanti è secco, neanche due dita d'acqua in cui rinfrescare i piedi. E da qui non passano autobus. Che faccio, aspetto ancora? GeMS aiutami.
bubu
codice utente 7371
Commento #7
17/7/2013
Bello il post con curriculum incorporato ahah. Egregio Dottore se ne vuole approfittare...
alexandra
codice utente 22630
Commento #6
16/7/2013
Egregio Dottor Oliviero, anch'io leggo come lei, ossia di tutto, sempre, mi servo da due biblioteche con una media di 10 libri. Mi bastano per due settimane, ma non solo, leggo e commento anche i racconti dello Skannatoio (concorso della Tela Nera). La mia dieta comprende di tutto, dal best seller avventuroso o horror o fantasy, come pure libri di storia e filosofia. Non mi faccio mancare nulla, perché alla base della mia scrittura c'è una storia di lettrice onnivora (anche in inglese, francese e tedesco, una volta anche in esperanto). Per me ogni libro è un'avventura e un'esperienza di vita. Mi sono consolata molto leggendo il Martin Eden di London ma anche il Ciclo di Almuric di Robert Howard. La lettura è una medicina sana (droga nel senso di farmaco, per me. Mi fa sentire viva, me stessa, proprio come la scrittura, che sto usando per avere un equilibrio come persona). Ho letto anche i romanzi che Lei sa, dando un'occhiata alla letteratura di domani. A me il libro piace in tutti i suoi aspetti, dalla materia prima, ancora grezza al prodotto finito. C'è qualcosa di magico anche nel tradurli, come mi è capitato con un libro francese sul cinema di Robert Guédiguian.
fl
codice utente 9143
Commento #5
14/7/2013
L'arte come terapia, interessante: avevo già sentito di cose simili fatte con la musica classica, soprattutto Mozart che in effetti immagino per la sua armonia e leggerezza si presti moltissimo. Per l'estate ho in lista, fra gli altri, i “Racconti d'incubo” di Maupassant (autore che, nella misura breve, mi piace molto). Potrò avventurarmi fra le sue pagine senza timori per la mia salute mentale, già compromessa da tempo: non so se la letteratura sia la cura o la malattia stessa, ma senza immaginazione vivremmo solo metà di ogni nostra giornata...
Il Re degli Sfigati
codice utente 48818
Commento #4
12/7/2013
Sig. Oliviero, da malato cronico e ipocondriaco – associazione, mi creda, veramente devastante – faccio un uso smodato di farmaci-libri. Il veleno di cui ho più bisogno? Domanda difficile, però la Divina Commedia è un trip micidiale. L'acido lisergico a confronto è roba per mammolette e sessantottini d'antan.
Sempre fuori strada
codice utente 5561
Commento #3
12/7/2013
LA SAGA DI GOSTA BERLING, non è un romanzo certamente, eppure è mille romanzi. Non dice niente e dice tutto, atmosfere. I libroni mi hanno spesso respinto, eppure questo l'ho centellinato in estasi decenni fa, una mezz'ora ogni sera per farlo durare e tanta nostalgia con l'ultima pagina. Seconda lettura indimenticabile di Selma Lagerlof, NILS HOLGERSSON, altro non romanzo ma libro addirittura usato nelle scuole come testo di geografia, un viaggio a volo d'uccello attraverso la Svezia. Tante sono le nostalgie, così a caso, NETTARE IN UN SETACCIO (non ricordo l'autore/autrice?), INFANZIA, prima parte della trilogia biografica di Gorkij con un'immagine tenerissima della madre. E..., e..., e...
caravaggio
codice utente 6476
Commento #2
11/7/2013
Caro PdP d'accordo di base con te e Marchetti...ma io metterei qualche altra indicazione di tipo "culinario": attenzione alle edulcorazioni e ingredienti artificiali (quelli messi a tavolino in maniera non naturale ma solo studiata a tavolino tipo formula chimica da inserire e adattare al prodotto. Quelli "pompati" a forza con effetto tipo steroideo dei media ma senza un granche' di sostanza al di sotto). Comunque tra i miei preferiti: Taras Scevchenko (poeta), Nicolaj Gogol, Leone Tolstoj, Wilbur Smith, Stephen Pressfield, Conn Iggulden, Bernard Cornwell.
stefano
codice utente 7913
Commento #1
10/7/2013
In questi giorni sto svuotando insieme ai miei fratelli l'appartamento paterno, che è stato venduto.Ho dieci scatole di cartone pronte ad accogliere la collana completa dei classici stranieri della UTET (anni 70, copertina bordeaux e scritte dorate, carta finissima). devo fare posto a casa, ma per i libri sacrifico qualsiasi cosa.
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