Quelle del Quarantanove

Roma, 1849. Vincenza Diotaiuti porta il nome e il cognome che le hanno dato le suore dell’orfanotrofio in cui è cresciuta.
Per gli amici è Cencia, e di «amici» ne ha parecchi, visto che fa la prostituta in una via del centro della capitale. Ma basta qualche mese di carcere per scoprire, appena uscita, una città diversa: confusa, turbolenta, irriconoscibile. È Peppe, il suo protettore, a spiegarle cos’è accaduto mentre lei era in prigione.
A Roma è arrivato un certo Mazzini che ha instaurato la repubblica, e perfino il papa è scappato.
Nel clima euforico della neonata repubblica romana, Cencia incontra una donna diversa da tutte quelle che ha conosciuto fino a quel momento. Si chiama Cristina Trivulzio di Belgioioso, è affascinante e colta ed è, soprattutto, una principessa. Le offre un lavoro in ospedale, dove sono ricoverati i rivoltosi feriti. Tra loro uno in particolare colpisce Cencia, un giovane soldato dallo sguardo azzurro e puro, che sembra molto legato alla principessa…
Una storia di amore e rivoluzione, di ideali e delusioni, eroismo e spionaggio raccontata attraverso la voce di una donna semplice ma arguta.
Un omaggio alle donne protagoniste del Risorgimento e sempre dimenticate dalla Storia ufficiale.

Il campione

Nicola è un ragazzino sensibile e intelligente; frequenta la terza media e ama studiare, soprattutto musica, che è la sua grande passione. Stefania è la sua insegnante. Una donna malinconica, stretta tra i rimpianti per le occasioni mancate nella vita e un rapporto difficile con la madre, famosa cantante lirica. Nicola e Stefania non abitano in un posto qualunque. Vivono in Sicilia, una terra splendida e feroce, purtroppo a volte ostaggio della criminalità organizzata, prigioniera di logiche brutali e arcaiche. E infatti il padre e il fratello maggiore di Nicola hanno in mente per lui una strada diversa da quella dei suoi sogni. Una strada che passa per compare Ignazio e i suoi ragazzi, che organizzano combattimenti clandestini di cani. Una strada di violenza e prevaricazione che lo allontani definitivamente dai suoi desideri infantili, dalla sua solitudine pensierosa. Ma l’amore e la passione, quelli più puri, sono difficili da soffocare. E così Nicola e Stefania si troveranno sempre più uniti, l’uno nel suo percorso di formazione e scoperta del mondo e della verità sulla sua famiglia, l’altra ritrovando in quel ragazzo la forza che sentiva di avere smarrito col tempo. E arriverà un cucciolo, il regalo che dovrebbe rendere Nicola un vero uomo, a dare una piega inaspettata. Un romanzo di formazione tenero e profondo, una storia di affetti negati e tenacemente riconquistati. Il racconto di una crescita difficile e delle ferite che lasciano i sogni quando vengono soffocati.

Tom contro i superbulli

Tom ha 11 anni, vive con i suoi genitori e due fratelli maggiori sul Pianeta dei Supereroi ed è l’unico abitante senza Superpoteri. I suoi genitori non lo difendono, i suoi fratelli maggiori rischiano di ucciderlo se provano a giocare con lui e i compagni di classe adorano ridicolizzarlo. Se ciò non bastasse, ogni mattina la strada per la scuola è piena di Superbulli che non vedono l’ora di usarlo come cavia per i loro esercizi. Chissà che la soluzione non possa essere mentire, fingendo di avere dei Superpoteri! O allearsi con qualcuno più simile a lui, riscoprendo il vero e unico Superpotere che possiede ognuno di noi… Divertente, commovente, delicato, un romanzo per bambini di tutte le età che racconta come si possano vincere il bullismo, la solitudine e la paura con la forza dell’amore, il Superpotere più forte di tutti i Superpoteri esistenti nell’Universo.

Angeli del conforto

Germania, 1940. Leni Reinhardt, giovane tedesca cresciuta secondo gli ideali del nazionalsocialismo, ha poco più di vent’anni quando viene arruolata per l’Aktion T4, un progetto segreto del regime hitleriano che prevede l’eliminazione di tutti quegli individui che i nazisti considerano «indegni di vita» e che, con la loro sola esistenza, rappresentano una «contaminazione» della purezza della razza ariana e una minaccia per la sua salute. Persone affette da malattie genetiche ereditarie, malati mentali considerati inguaribili, ma anche alcolisti: tutti vengono raccolti in appositi centri dove alcuni medici delle SS procedono alla loro «eliminazione». Uno di questi centri è l’Edificio in cui la vita di Leni si intreccia con gli altri membri del progetto, i medici, gli infermieri, le segretarie come lei. Le chiamano gli «angeli del conforto», perché il loro compito è quello di scrivere false lettere per informare i parenti delle vittime della morte accidentale dei loro cari. Mentre la radio trasmette le notizie della guerra, la vita dentro l’Edificio scorre nella tragica monotonia di uno sterminio pianificato, tra camere a gas e iniezioni letali. Risucchiata sempre più a fondo in un vortice di menzogne, Leni sarà costretta a specchiarsi nell’abisso di orrore di cui è testimone e complice, un inferno in terra che inghiotte vite umane, quelle delle vittime e quelle dei loro carnefici.

La ricostruzione del cuore

Nella notte del 6 aprile 2009 il terremoto distrugge il cuore dell’Aquila, e le macerie seppelliscono le esistenze di tutti, di chi perde la vita e di chi sopravvive. Giulia è una ragazza aquilana che studia a Bologna e insegue i suoi sogni al ritmo della musica che suona e ascolta con passione. In quella terribile notte perde tutta la famiglia, e comincia per lei un calvario di mesi in un albergo, prigioniera del ricordo di progetti spezzati e volti, voci e gesti spariti per sempre. Un dolore compatto e monotono come le giornate tutte uguali trascorse nella struttura, in un limbo sospeso dove ogni desiderio di vita è cancellato e rimangono solo ferite aperte. Ma proprio lì nascerà l’inaspettata, salvifica comunione di due solitudini, e Giulia intreccerà un profondo rapporto con Amalia, un’anziana donna salvatasi dal sisma. Amalia deve fare i conti non solo con la distruzione della sua casa, ma anche con i figli ormai adulti che vivono lontano da lei. Forse troppo lontano… Un romanzo che si snoda tra il tempo immobile della sofferenza e il continuo agitarsi della felicità, per raccontare la forza delle donne di trovare, anche nella notte più buia, la luce della speranza e il potere dell’amore per andare avanti.

Qui la recensione al romanzo apparsa sul blog Mind Spot

Tempo di morte, tempo di coraggio

I ricordi sono un tesoro prezioso e al tempo stesso un veleno straziante. Lo sa bene Livio Abbà, che sta trascorrendo gli ultimi giorni che la malattia gli concede in una casa di riposo. Qui riceve misteriosi e criptici messaggi da uno sconosciuto, e seguendo il loro filo Livio ripercorre la sua giovinezza, immersa in una delle pagine più oscure e tormentate della nostra storia, quella degli italiani in Istria durante la seconda guerra mondiale. In quei mesi confusi Livio ha scelto da che parte stare, ha scelto di rischiare il tutto per tutto insieme agli spalamorti della Brigata Lazzaro per recuperare i cadaveri dei suoi connazionali torturati, uccisi e gettati nelle foibe. Il suo è un racconto di eroismi e atrocità, miserie e passioni, dove in mezzo alla morte fiorisce l’amore e anche nell’amara consapevolezza della fragilità umana di fronte al dramma della Storia non vengono mai meno la difesa della vita e la speranza in una possibilità di rinascita, seppur attraverso la figura di uno strano redentore dal nome storpiato… Un romanzo che non ha paura di addentrarsi in un capitolo cupo della nostra memoria collettiva, per portarne alla luce l’irriducibile ricerca della dignità umana, l’anelito insopprimibile alla libertà.

Marco Scarlatti è nato a Roma, dove vive e lavora. Col suo vero nome ha pubblicato La zona libera (Cut up edizioni, 2012), suo romanzo d’esordio. Col secondo romanzo, L’anno del Drago (L’Erudita, 2012), ha trattato i temi della crisi finanziaria e dello stress nel mondo del lavoro di oggi. Il suo racconto “Lo spettro dei sogni” è apparso nella raccolta digitale Sorridi, bellezza! (Rizzoli, 2013). Ha pubblicato numerosi racconti, spesso d’ambientazione fantastica, in antologie collettive con diversi editori. Ha tradotto dal francese alcuni lavori di Jean Ray, poi pubblicati per la Profondo Rosso Edizioni. 
E-mail: alazif11@gmail.com; 
twitter: @alazif11. 

Le memorie segrete dell’avvocato Raniero Bellini

La vita di Pietro Bellini, giovane architetto di Como, è scandita da una monotona regolarità: un affitto da pagare, uno studio che fatica a decollare e una moglie che non vuole deludere. Da mesi però le notti di Pietro sono tormentate da una presenza inquietante. Un incubo che lo porta a dubitare della sua stabilità mentale. Suo padre, l’avvocato Raniero Bellini, non è mai stato in grado di trasmettere amore al figlio, tuttavia Pietro è determinato a non aggravare il rapporto ormai logoro con il suo unico genitore. È stata la morte prematura della madre a scavare l’abisso che ha reso impossibile un’esistenza serena a entrambi? Oppure la verità si nasconde tra le pieghe di una vita straziata da un male incurabile? La malattia ha ridotto Raniero a uno stato in cui la lucidità si alterna alla demenza e alla paranoia. Pietro è però convinto che il padre capisca molto più di quanto vuol far credere. Che cosa nasconde di così terribile da non volerne parlare neppure in punto di morte? Tornato al paese natale nella svizzera Val Verzasca, Pietro precipiterà in un turbine di eventi che sconvolgeranno la sua vita e l’immagine che ha sempre avuto della sua famiglia. La casa dove ha trascorso l’infanzia sembra infatti nascondere una macabra verità che Pietro è determinato a scoprire, malgrado l’avvertimento che Raniero rivolge al figlio in un sinistro messaggio: «Dopo aver letto queste memorie, mi rinnegherai come padre».

Paolo Carlo Borgonovo è nato in Brianza, dove è sempre vissuto. Dopo una laurea in giurisprudenza si è dedicato allo sviluppo di una startup che opera nell’Editoria digitale. Attualmente lavora presso uno studio legale. Da sempre appassionato di lettura, scrittura e viaggi, ha unito le sue passioni nella pubblicazione di una trilogia d’avventura: L’oro di Saddam, Il bastone d’avorio e Via da Mogadiscio

Il falsario di reliquie

Berna, maggio 1507. In una fontana nei pressi del ghetto vengono ritrovati due cadaveri. Sono nudi e hanno dei garofani infilati tra le natiche. Il sindaco, contrariamente alla prassi, affida le indagini all’alfiere della corporazione dei fornai, Mathis Sinner. L’improvvisato investigatore ben presto scopre che le vittime sono sacerdoti in fuga dal Sud della Francia, dove hanno trafugato le preziosissime reliquie di Maria Maddalena, ora sparite nel nulla. Intanto, tra gli stranieri che la festa della Pentecoste ha richiamato in città, spiccano due singolari personaggi: Rizzardo di Mospach, un trafficante di origine ebrea dalle mille identità, che vende oggetti sacri di dubbia provenienza, e un aristocratico sabaudo, Giovanni Dufour, allontanato dal duca di Savoia e in cerca di vendetta. Che ci siano proprio loro dietro il duplice omicidio? O sono invece coinvolti i due conventi cittadini, nella loro lotta quotidiana per accaparrarsi fedeli e offerte? Il paziente e determinato fornaio, per risolvere il caso, dovrà farsi strada in un intrico di ostilità e bugie, attento a non urtare i potenti, ma anche a non sacrificare i più deboli.
Ispirandosi a fatti realmente accaduti, Carlo Animato riproduce con ampie pennellate le atmosfere, i colori, i rumori, le voci di una città che, alla vigilia della Riforma, si trova a fronteggiare delitti, furti, corruzione, complotti, tradimenti, in una fitta trama, densa di colpi di scena.

La vita inattesa

Ex bibliotecario, ex suonatore dilettante di chitarra, vedovo, Livio Aldegheri ha superato la soglia degli ottant’anni, e ha imparato a convivere con il suo bagaglio di rimpianti, sensi di colpa e desideri irrealizzati. Coltiva il suo giardino e organizza piani dettagliati per non farsi cogliere impreparato dalla morte. Ma il destino ha in serbo altri piani per lui: da un giorno all’altro i due figli con i quali ha interrotto ogni rapporto da molto tempo decidono di chiuderlo in una casa di riposo. Quello che sembra il vero inizio della fine, per Livio diventa l’occasione per una rivincita. Deciso a non farsi mettere da parte come un oggetto inutile, organizza una rocambolesca fuga dall’ospizio, che gli consentirà di scoprire che anche l’ultima stagione della vita può contenere tante sorprese e istanti di folgorante bellezza: si può fare buona musica, adottare un cane, forse perfino innamorarsi. E soprattutto Livio capirà che non è mai troppo tardi per lasciare una traccia da seguire a chi si affaccia alla vita. Il romanzo di formazione di un ottantenne, una storia che commuove, diverte e trascina con il ritmo di una commedia on the road.

Astrid Mazzola (1981) si è innamorata del narrare grazie alle fiabe che la sua mamma le leggeva. Dopo aver lavorato come giornalista, ricercatrice sociale e curatrice di progetti europei ha lasciato perdere tutto per cercare di costruirsi una «vita da romanzo». Ora vive in una casa nei boschi del Trentino con marito, figlia, cane e gatto e progetta laboratori sulla narrazione, la lettura e l’oggetto-libro per scuole e biblioteche. È autrice dei libri divulgativi Kosovo tutto ok (Il Margine, 2010) e Firme in cielo (Il Margine, 2013) e dei romanzi La Ragazza con la Capra (2001), Mamme rane e Nasi verdi (Vita trentina, 2004), I Senzaombrello (Traven-Books, 2006) e Quando intrecciavamo fiori (IoScrittore, 2014).
Il suo sito è www.senzaombrello.it.

Vite senza vento

Ci sono periferie che bruciano come delle sconfitte, fatte di strade e piazze invase dal buio, percorse da odori sconosciuti che ricordano la violenza e la paura. Tra i vicoli di un quartiere così, il Kaissar, in una notte come tante si perde Ruben, svogliato studente universitario. Ma, come a volte succede, nel perdersi ritrova se stesso e una parte del suo passato: in una casa che ha conosciuto tempi migliori, infatti, vive suo nonno, che Ruben non vede da quando era bambino. Qualcosa si è rotto tanti anni prima nella loro famiglia, qualcosa che Ruben ora vuole scoprire, e trasferirsi a vivere nel Kaissar è il primo passo per riuscirci. Il quartiere gli mostra tutte le sue sfaccettature, il lato oscuro fatto di sbandati e brutalità e quello coinvolgente e malinconico, dolce e spietato che ha gli occhi e le labbra di Julia, una ragazza cilena con un vissuto difficile e una risata contagiosa. Ma chi è davvero Julia? Mentre Ruben cerca di mantenere un equilibrio precario fatto di strappi dolorosi e riavvicinamenti, la situazione nel Kaissar precipita.

Una morte misteriosa, un ricco aristocratico con strani vizi costringeranno Ruben a indagare per capirne di più, mentre il quartiere si fa sfuggente… Un convulso noir metropolitano, un romanzo che racconta il male dei nostri giorni e la discesa nei meandri più cupi dell’anima di un ragazzo che diventa uomo.

 
Lucio Aimasso (1978) vive in un paese della Langhe con la moglie e due figli. Dopo la laurea si è occupato di cooperazione internazionale in Africa e Sud America e di educativa di strada in Italia. Attualmente lavora nella scuola e organizza corsi di teatro e scrittura creativa per bambini. Scrive con costanza da dieci anni e partecipa a decine di concorsi (vincendone per sbaglio alcuni). Questo è il suo romanzo d’esordio.