Una provvisoria diserzione

Robby, Markus e Alle sono cresciuti insieme a Cognento, una piccola frazione alle porte di Modena. Hanno trent’anni e tutta la vita davanti. Eppure qualcosa in loro si è inceppato. Dopo un’adolescenza immersa nella musica, tra concerti e sala prove, i tre amici si trovano ora alla soglia di una nuova fase dell’esistenza e si sentono smarriti, senza futuro.
Robby è intrappolata in un lavoro che non ha mai scelto davvero e in una vita affettiva che non riesce a prendere il volo. Markus trascorre sei mesi l’anno a Londra, dove sopravvive facendo la comparsa punk, e gli altri sei mesi a casa dei suoi, a Cognento, dormendo in un vecchio camper sistemato in giardino. Alle invece, con un dottorato in Storia lasciato a metà, si è convinto a lavorare nella cartoleria di famiglia, ma dopo la morte accidentale del fratello si è chiuso in casa e quasi non esce più.
Come far pace con la fine di un’età e con ciò che la rendeva speciale?
Per i tre amici la soluzione viene, inaspettata, dal passato. Per puro caso, Robby ritrova una lettera scritta da un soldato disertore durante la Seconda Guerra Mondiale e da allora nascosta in una bottiglia. Alle, Markus e Robby non ci pensano su troppo e partono con il camper scalcinato alla ricerca di Rosa, la destinataria della lettera ritrovata. Il viaggio verso la Garfagnana, dove secondo le loro congetture dovrebbe ancora vivere Rosa, non è solo un viaggio da un luogo geografico a un altro, ma l’occasione per rimettersi in gioco e cercare di chiudere, finalmente, i conti con il passato, ognuno a modo suo.
Un racconto on the road divertente e allo stesso tempo malinconico, accompagnato da una colonna sonora ricchissima e molto emozionante. Un romanzo dove realtà e finzione giocano a inseguirsi, con il passato che incalza senza sosta il presente e porta Robby, Markus e Alle sull’orlo di una nuova età della vita.

La strega di Cetona

Sono i tempi in cui le armate dell’Imperatore Carlo V, il sovrano più potente del mondo conosciuto, discendono l’Italia alla volta di Roma. Georg Frundsberg il comandante dei suoi lanzichenecchi dichiara di portare con sé un capestro d’oro con il quale impiccherà il Papa. Nella Valdichiana devastata dalle milizie imperiali, la fattucchiera Melusina «ardente come un mezzogiorno d’estate» e la figlia del mugnaio, Bianca «fredda come un’alba autunnale», si contendono lo smaliziato Lorenzo. La fattucchiera prevarrà e lo porterà all’altare, ma la rivale impegnerà tutte le arti della seduzione per strapparglielo.
La trappola d’amore però ferisce chi la tende, perché Bianca rimane incinta, e chi vi cade, perché il matrimonio di Lorenzo va in pezzi. Il bambino, che sembra nato per una crudele vendetta d’amore, è celebrato con una grande festa nella piazza del paese, durante la quale le due donne arriveranno alla resa dei conti. Il bambino muore e tutti sussurrano che Berta, la fattucchiera madre di Melusina, gli abbia gettato il malocchio. La donna è processata e finisce sul rogo, ma la figlia trova scampo nella fuga. Nascosta sul monte Cetona, troverà a caro prezzo la vendetta e diventerà strega.
A Castel della Pieve, sull’altro versante della Valdichiana, ancora un innocente segna la vita di un’altra donna: la nobile Eleonora dei Monaldi, monaca per forza e non per volontà. Tormentata dalla Badessa e travolta dalla lotta per il controllo del ricco monastero di Santa Lucia, sorella Mansueta cade tra le braccia di un confessore intrigante e scellerato. Il figlio, partorito in segreto, avvicinerà le vite della monaca e della strega, della nobildonna e della popolana. Per un momento sulle rive del lago Trasimeno, Eleonora e Melusina, una reclusa e l’altra scacciata, uniscono i loro destini di donne infelici e appassionate.
Un romanzo avvincente, che racconta con rara efficacia un’indimenticabile storia d’amore e di morte alla luce dei roghi delle streghe e delle devastazioni della guerra tra Francia e Impero. Intorno a Melusina ed Eleonora altre donne, segnate dalla voglia di riscatto, combattono per impadronirsi del loro destino.

Un giorno, quando sarò grande

Il Frontone è una comunità che accoglie e aiuta ragazzi difficili, in balìa della vita. È un luogo dove ogni cosa è tesa al meglio, al bene. O almeno così appare a prima vista.
Ma forse non tutto è come sembra. Al Frontone le giornate dei ragazzi sono scandite dal lavoro, un lavoro duro, a volte estenuante, sempre necessario. E i contatti tra gli ospiti della comunità e il mondo esterno sono ridotti al minimo indispensabile, perché il mondo è un luogo ostile, ingiusto, dal quale è meglio stare lontani. Questo è quello che dicono i ’maestri’ della comunità: loro comandano, guidano, impongono, in ogni modo, con ogni strumento. Al Frontone non c’è posto per i sentimenti, non c’è posto per l’amore, anzi, i legami d’affetto sono banditi, perché fonte di inutili e dannose sofferenze. Le pene per chi disobbedisce sono molto dure.
E così, Luca, Luigi, Fausto, Alice, gli altri giovani ospiti della comunità, violati e spinti ogni giorno sull’orlo della vita, cercano il modo per non soccombere tra le maglie di un sistema folle e distorto. Un giorno dopo l’altro, senza la possibilità di andarsene.
Un libro speciale, un racconto crudo e molto intenso che trascina il lettore nelle vicende dei giovani protagonisti, ne esplora il carattere individuale, li osserva muoversi in gruppo nell’alternarsi di brutale ferocia e pietosa umanità. Alla fine, contro ogni previsione, i ragazzi rinchiusi al Frontone saranno capaci di profonda amicizia e di autentica, coraggiosa capacità di amare. E di vendetta, prima o dopo…

Non lasciar cadere il cielo

Sopportare ogni avversità, riempire ogni vuoto, annullare ogni distanza; afferrare la propria esistenza con dolce tenacia, senza farsi atterrire dagli strappi della vita e dalle vicende della Storia. Tanto può una donna quando ama.
Agata è stata rapita dagli occhi e dalla voce di Carlos, brillante diplomatico brasiliano di vent’anni più grande, nel sole di Napoli, durante gli anni fatui, appena prima della catastrofe della Grande Guerra. Accetta con entusiasmo di seguire quest’uomo avvenente e determinato a Rio de Janeiro, in un mondo lussureggiante e sensuale, per costruire una vita che non potrà che essere ricca e baciata dalla fortuna. Ma proprio con la fortuna Carlos ama troppo giocare; in una notte di gennaio, la bella casa, i giorni quieti e agiati precipitano in un vortice scuro e tutto si spezza. Carlos ha perso, Carlos deve fuggire per non essere ucciso, per non mettere in pericolo la sua famiglia, portando con sé il figlio maggiore Joao. Nello spazio di una notte un destino si compie: Agata, con i due figli più piccoli, dovrà riannodare uno per uno i fili recisi della sua trama. Sarà costretta ad attraversare, di nuovo e a ritroso, il grande oceano che aveva bagnato i suoi sogni e la sua speranza. Napoli tornerà a essere il suo mondo, dove crescere i figli rimasti e provare a dare un senso a quel vuoto così grande. Carlos e Joao verranno invece inghiottiti dalla grande foresta, il Mato Grosso, dove lo spirito del mondo è ancora primordiale.
A cavallo di un’epoca crudele, foriera di guerre e terribili sofferenze, sospesa tra due mondi tanto lontani quanto simili per vitalità e ricchezza umana, una potente saga familiare, descritta e sorretta dal grande cuore di una donna.

Quando la guerra finì davvero

Penisola sorrentina, fine inverno del 1944. La terra ancora sanguina e gli uomini ancora soffrono per le devastazioni del fronte che si è spostato più a nord; Napoli è appena stata raggiunta dagli anglo-americani. Una donna, con i propri figli, prova a resistere all’assenza del marito, strappato via dalla furia insensata del conflitto, prigioniero dei tedeschi. Bruno e Vincenzino, i due figli più piccoli, una mattina, al ritorno dai campi, trovano una bomba inesplosa. Una scoperta terribile, dalla quale fuggire, da riconsegnare immediatamente al mondo degli adulti; ma grande può essere il coraggio dell’innocenza, impossibile da scalfire la determinazione di un bambino. Quell’ordigno rappresenta ai loro occhi una possibilità, un regalo della sorte per cancellare la guerra dal mondo e permettere al padre di tornare. Loro sanno come fare, hanno un piano infallibile. Da questo sogno ad occhi aperti ha inizio una piccola grande odissea, un viaggio magico e spaventoso tra bombe, fame, soldati e ingiustizie, sullo sfondo di una città che prova a ripulirsi dal dolore. Un percorso dove ogni abiezione, ogni violenza, ogni fatica e ogni difficoltà viene affrontata e superata grazie alla vivida bellezza dell’incontro con altri piccoli, capaci di affrontare una realtà mostruosa e insensata, come la guerra, con le braccia aperte e gli occhi spalancati.

Fiori sopra l’inferno

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura

 

Un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva che segna l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento e il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza.

 

Ilaria Tuti parla di IoScrittore

IoScrittore pone all’autore una sfida entusiasmante e terribile.

Che non è quella, come si potrebbe pensare di primo acchito, di riuscire a superare le varie fasi e vincere il torneo.

La vittoria e l’eventuale pubblicazione sono solo il risultato di una scommessa che deve essere posta – e vinta – con se stessi prima ancora di iniziare a scrivere: dare a un lettore una storia e dei personaggi indimenticabili, il più possibile originali, chiedendosi sempre:

cosa posso offrire che non sia già stato scritto?

Come posso colpire la mente e il cuore dei partecipanti scrittori come me e dei professionisti che mi leggeranno?

E per la creatività non c’è, io credo, nulla di più stimolante. La realizzazione di un sogno è sempre al di là di quelli che si credono limiti”.

 

Il booktrailer del libro

Il tenore in bicicletta

Nella Milano del primo Novecento, si svolgono le peripezie di un trovatello dallo strano nome, Lucevàn, così musicale e insolito. Egli ignora di essere nato dalla fuggevole avventura tra un famosissimo cantante lirico e una servetta d’albergo, così come il suo azzimato papà ignora l’esistenza di quel figlio al quale tuttavia ha trasmesso un dono singolare, un impulso irrefrenabile a cantare, a eseguire brani operistici e melodie sconosciute che gli si accendono dentro all’improvviso. Forse è la magia dell’arte, forse è l’amore di quella madre, morta appena sedicenne, che non lo ha visto crescere ma che gli fa visita nei sogni. Dapprima adottato da una coppia di mezzadri del Lodigiano, Lucevàn a dieci anni scappa di casa per sfuggire ai maltrattamenti dei fratellastri. Si ritroverà quindi in un vortice di eventi che lo trasporteranno nell’alta società milanese e nei peggiori bassifondi, tra aristocratici melomani, ricche signore annoiate, ladri e donne di malaffare. Sullo sfondo degli anni convulsi di un’Italia travolta prima dalla guerra e poi dal fascismo, il giovane protagonista attraverserà con la sua inseparabile bicicletta sofferenze, dolori e speranze, portando sempre con sé la gioia del suo canto che sgorga dal cuore, puro e istintivo come l’amore e la ricerca della felicità.

Il tremore del falso

1920. Il sodalizio personale e artistico di Irma ed Emma Gramatica, sorelle e dive incontrastate della scena teatrale italiana, si incrina quando la giovane Caterina viene assunta come assistente nella loro compagnia teatrale. Decisa a ritirarsi dalle scene, Irma va a vivere con Caterina, che diventa la figlia che non ha mai avuto e la compagna ideale. Emma, esclusa dal nuovo ménage e privata in teatro del partner più prestigioso, ordisce una sofisticata vendetta durante l’ultimo spettacolo che interpreta con la sorella.

Il tremore del falso – la finzione del teatro che drammaticamente si svela a contatto con la vita vera – è una biografia romanzata, liberamente ispirata alle vite di due grandi attrici del passato, in cui gli avvenimenti più verosimili sono inventati e quelli più incredibili sono veri. Una vicenda di sentimenti proibiti, scelte audaci e talentuose ostentazioni che dagli anni Venti al Secondo dopoguerra attraversa la storia e la società del Novecento italiano suggerendo un’immagine della nostra epoca meno evoluta di quanto crediamo.

Io non ti lascio solo

Il maresciallo De Benedittis, prossimo alla pensione, sa bene che certi casi sono come vecchie ferite mai guarite: prima o poi si riaprono. E quando gli vengono portati due vecchi diari ritrovati nella casa dove viveva Guelfo Tabacci – un montanaro scorbutico e solitario che, trent’anni prima, era stato al centro della terribile vicenda della scomparsa del figlio Tommaso, di soli due anni, mai più ritrovato – tutto il dolore di quella vecchia ferita si rifà vivo più che mai. I due diari appartengono a Filo e Rullo, due ragazzini, amici per la pelle, e raccontano le vicende di quell’estate di vent’anni prima alla ricerca dell’amato cane Birillo, e della loro incursione nella proprietà di Guelfo Tabacci, dove scopriranno una realtà sconcertante, che li costringerà ad affrontare prove assai più grandi di loro. Forse, quei diari contengono la soluzione, pensa il maresciallo. Forse racchiudono il senso di tutti quegli anni trascorsi nel silenzio e nell’attesa della verità sulla sorte di Tommaso. O forse quei diari raccontano un enigma ancora più profondo e inquietante. E il maresciallo De Benedittis sa di non aver altra scelta che aprirli.

Infondate ragioni per credere all’amore

Le vite di Francesco e Maria non sembravano destinate a incontrarsi. Lui è un giovane inquieto, schiacciato da una famiglia ricca e autoritaria nella quale sente di non avere posto, e lei un’operaia orfana di madre e con fratelli e sorelle da aiutare. Francesco non sa cosa vuole, ma sente il peso delle aspettative sempre deluse dei suoi genitori, vive ogni giorno la frustrazione del ribelle senza causa. Maria guarda con fiducia al presente e all’avvenire, sognando di raggiungere una serenità semplice e duratura. Quando il caso li fa incontrare, sboccia tra loro la passione, un amore capace di abbattere i confini sociali che dovrebbero tenerli separati. Ma tutto questo non basta. Perché l’amore non sempre è capace di cancellare i fantasmi del passato, le frustrazioni e le rinunce per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, e dentro Francesco ancora si agitano le ferite di una giovinezza che sente sprecata, mentre Maria cercherà di restargli accanto nei rovesci della sorte, con la sua incrollabile determinazione e la sua forza calma e dolce…
Una storia intensa che, attraversando gli anni e la Storia, racconta di affetti semplici e struggenti, di tormenti quotidiani e straordinari che ognuno di noi può riconoscere come i propri.