Se son rose, sfioriranno.

Se son rose, sfioriranno. -
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"Il giudizio dei lettori non è sempre quello che gli editori si aspettano da loro, e chissà che non sia anche questa una delle cause della crisi dell’editoria. Penso che tale constatazione dovrebbe dare speranze agli aspiranti scrittori, o togliergliele definitivamente." intervista a Enrico Giacovelli, autore di "La felicità è un attimo pericoloso"

8 maggio 2014 | di Redazione IoScrittore.

Il libro in una frase.
Se son rose, sfioriranno.

Amici di scaffale
Questo libro non ha amici. Ha chiesto l’amicizia su Facebook all’Informazione di Martin Amis e a Soffocare di Chuck Palahniuk, ma dopo cinque anni è ancora in attesa di risposta. Ha cercato più volte al telefono Città di vetro di Paul Auster, ma dall’altra parte risponde sempre una vocina che dice «non c’è nessuno in casa editrice». Qualche volta, alla sera, si vede al book-bar con Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, ma quello gli dà retta soltanto quando ha bevuto un po’. I gialli di Simenon, quando lo vedono da lontano, scantonano e vanno a infilarsi nel primo vicolo senza uscita. E un giorno, avendo incrociato in strada Viaggio al termine della notte, ha cercato di raggiungerlo per scambiare due parole, ma non c’è stato verso, Céline è irraggiungibile.

Segni particolari
Addio giovinezza! (commedia di Camasio & Oxilia). Le nozze di Figaro (opera buffa di Mozart & Da Ponte). Piccioni stecchiti e cigni rubati. Colonne di via Po e lapidi di via Crucis. Ragazzi bene e ragazze meglio. Paperoga e Wile Coyote. Giulio Cesare e Remedios la bella. Lezioni universitarie e lezioni di vita. Alla fine poi c’è sempre un film, per ogni evenienza; ma con il passare degli anni non ne ricordiamo più il titolo.

Tag
“felicità”, “giovinezza”, “amore”, “morte” (se ho dimenticato qualcosa, ditemelo)

Dove e quando
Tempi: i luccicanti anni Ottanta (del Novecento) e i cretinissimi anni Zero (del nuovo millennio), con qualche breve digressione sugli anni Dieci (del Novecento). «Vola il tempo, lo sai che vola e va, / forse non ce ne accorgiamo, / ma più ancora del tempo che non ha età / siamo noi che ce ne andiamo» (Fabrizio De André).
Luoghi: Torino degli studenti fuori corso, dei pomeriggi nei caffè e delle gite fuori porta; il fiume Po, dove ogni tanto fra idrocarburi e fenoli naviga qualche cadavere, ricordo di giorni felici; il monte Musiné, dove sono sbarcati - come tutti sanno - gli extraterrestri, ma vista l’accoglienza se ne sono subito tornati ai loro pianeti. Così gli unici extraterrestri siamo rimasti noi.

Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore.
Dunque... Un milione di anni fa... No? Volete soltanto i fatti essenziali e più recenti? Ok. Qualche anno fa mi trovavo al Villaggio del Libro di Frassineto Po a presentare un mio libro sul Po, Un Po per non morire, e un editore romano che ha una collana di gialli dedicati ai vari luoghi d’Italia mi chiese se volevo scrivere per lui un giallo ambientato a Torino o lungo il Po. Anche se non avevo mai scritto gialli, ci ho provato e dopo un paio di mesi gli ho inviato il presente libro, che allora si intitolava Le Colonne di via Po. L’editore me lo rispedisce indietro imbarazzato, dicendomi: non è il giallo che il lettore di gialli si aspetta da un giallo. Allora prendo il dattiloscritto e lo consegno a un’importante agente letteraria che intanto il Premio Calvino (dove un altro mio romanzo era appena stato segnalato) mi aveva dato “in omaggio“. Anche l’agente mi restituisce il libro e mi dice più o meno: c’è dentro qualcosa di buono, ma ai lettori non piacerà, dunque non me la sento di proporlo a un grande editore, prova tu con qualche editore di nicchia. A questo punto, pur non essendo del tutto soddisfatto del mio libro, mi sono però incuriosito; e visto che i professionisti interpellati (peraltro ottimi professionisti) dicevano che non sarebbe piaciuto ai lettori, ho deciso di sottoporlo proprio ai lettori, e quale occasione migliore del Torneo IoScrittore? Così è venuto fuori, non senza un certo stupore da parte mia, che il libro che non doveva piacere ai lettori è piaciuto proprio ai lettori. Morale della favola? Forse gli editori e gli agenti letterari ragionano un po’ troppo secondo schemi preconcetti e reputano il lettore medio un poco più abitudinario e conservatore di quanto non sia. Attenzione, non sto dicendo che il fatto di piacere ai lettori conferisca automaticamente a un libro la patente di buon libro. Sarebbe come dire che basta essere votati da milioni di persone per avere il diritto di infrangere tutte le leggi e collocarsi al di sopra di esse. Ma certamente il giudizio dei lettori non è sempre quello che gli editori si aspettano da loro, e chissà che non sia anche questa una delle cause della crisi dell’editoria. Penso che tale constatazione dovrebbe dare speranze agli aspiranti scrittori, o togliergliele definitivamente.

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enrico giacovelli
codice utente 22769
Commento #10
10/5/2014
L'intervento di Minion Trioculare, tutt'altro che contorto, pone un problema chiave del torneo IoScrittore. Il lettore-scrittore non rappresenta infatti il pubblico medio, ma costituisce una piccola élite di gente che perlopiù sa scrivere (più o meno bene, ma sa scrivere) e di conseguenza sa leggere (più o meno bene, ma sa leggere). Tuttavia i grandi editori inseguono preferibilmente il pubblico delle grandi tirature, che non sa scrivere, sa leggere poco e male, e si fa condizionare dalla televisione, dagli editori stessi (è un circolo chiuso) e dalle recensioni "amiche" dei grandi quotidiani. Spesso i romanzi segnalati in premi di qualità come questo o il Calvino sono destinati in partenza alla piccola élite di lettori raffinati e finiscono per risultare impubblicabili da chi insegue soltanto i grandi numeri. La qualità non paga. Questo risponde anche alle osservazioni di Morgana sul mio romanzo: dubito che un grande editore rischi il cartaceo per un libro comunque insolito, nel bene e nel male (ma bisogna riconoscere che nel gruppo GeMS, sempre più vasto, c'è anche qualche editore non troppo grande che non bada soltanto alla quantità e agli incassi immediati). Quanto a Sissi (quanti bei nomi in questo blog, sembra di vivere - e forse si vive davvero - in un mondo di pura bellezza), non posso che ringraziarla, anche da parte del pappagallo. Ma certo anche lei fa parte della piccola élite, meravigliosa e solitaria.
Morgana
codice utente 6
Commento #9
9/5/2014
@ Enrico, in primis ti dico che non è mia intenzione perdonare le bizzarrie, ma cercarle... perché le apprezzo! Quanto alle imperfezioni... beh, dipende, a vole anche queste hanno qualcosa di piacevole. :D Per la pubblicazione "virtuale" (prezzo compreso), mi piace sperare che se il romanzo risveglia un discreto interesse, si possano aprile le porte del cartaceo... e te lo auguro di cuore. Interessante, invece, la tua storia, perché, come dici tu, mette in mostra la "navigazione editoriale" dove non sempre si ravvisano "capitani coraggiosi". A volte, forse, rischiando appena un pochino, potrebbero allontanarsi dalla costa e scoprire (insieme al gusto per l'avventura) anche qualcosa di bello.
Sissi
codice utente 37719
Commento #8
9/5/2014
Complimenti Enrico! Le colonne di via Po era una delle migliori assegnazioni che ho avuto in concorso ed è stata una lettura appassionante ed esilarante al contempo. Un modo ironico e originale di inventare il giallo: proprio per questo mi è piaciuto, alla faccia degli editori miopi e abitudinari. Tutti i personaggi sono perle, ma il pappagallo è insuperabile! Ancora bravo e in bocca al lupo per il tuo romanzo.
Minion Trioculare
codice utente 55722
Commento #7
9/5/2014
Le frasi contorte appena scritte confutano la mia tesi! ahahaha
Minion Trioculare
codice utente 55722
Commento #6
9/5/2014
Ciao Enrico. Condivido anche io l'analisi, anche se onestamente ravviso una sottile differenza tra lettore e lettore-scrittore. Provo a spiegarmi. A mio avviso, credo che uno scrittore debba essere in una certa misura, più competente di un "semplice" lettore. Lo scrittore dovrebbe per logica, ben conoscere le regole grammaticali e sintattiche e saper adottare accorgimenti per rendere scorrevole una lettura. Questo naturalmente non è richiesto ad un lettore. Ora, converrai con me che almeno in parte, i partecipanti a "Ioscrittore" debbano essere (almeno nella media) un pubblico maggiormente competente. Questo porta alla conclusione che, dal mio punto di vista, il tuo risultato sia ancor più apprezzabile di quanto tu lo reputi, per il semplice fatto che sia stato apprezzato, come dicevo sopra, da un pubblico competente. Bravo Enrico. lo acquisterò anch'io...appena comprerò un lettore di ebook! ;-)
enrico giacovelli
codice utente 22769
Commento #5
9/5/2014
Grazie a tutti, io appartengo ancora all'antica civiltà del cartaceo e mi sembra quasi surreale che qualcuno possa acquistare con un semplice clic un libro che non c'è. Mi fa piacere che Dina e il Re degli Sfigati condividano la mia analisi e aggiungo che sulla carta - come vedete sempre di carta si parla, nonostante tutto - l'ha condivisa anche la redattrice di GeMS che ha curato con grande professionalità la pubblicazione. Io ho sempre pensato che gli editori, come i critici, possano commettere errori clamorosi ma non dal punto di vista strettamente commerciale. Invece la mia piccola esperienza sembrerebbe suggerire che navigano a vista, preferendo tenersi vicini alla costa (e ai soliti autori, e ai soliti libri), perché il mare aperto può provocare grandi emozioni ma anche imbarazzanti naufragi. Ringrazio Alexandra per i suggerimenti, ma a dire il vero io stesso non credevo più di tanto nel mio libro, né ci credo totalmente adesso. Inoltre non amo l'affollamento, e quando c'è una lunga coda per assistere a uno spettacolo rinuncio allo spettacolo. Considero ancora la letteratura un'espressione di solitudine, anche se di una solitudine che cerca l'incontro con altre solitudini. A Morgana, in attesa che venga eventualmente conquistata, posso dire che quanto meno non si è svenata economicamente nell'acquisto del mio modesto e-book, dunque gli perdonerà più volentieri bizzarrie e imperfezioni. L'intervista o autointervista non è che la risposta scritta a un questionario standard (uguale, credo, per tutti gli autori) ma è un'utile guida alla lettura. Speriamo che non prometta più di quanto il libro è in grado di mantenere. Di molti libri, lo sappiamo tutti, le cose migliori sono i risvolti di copertina...
Morgana
codice utente 6
Commento #4
8/5/2014
Ciao Enrico! Bravo! Bravo perché tra trama e "intervista" (mi confermi che si chiama così un'autointervista elargita dall'editore? ;D ) mi hai convinta e ho appena acquistato il tuo e-book. Intanto ti faccio una carrettata di in bocca al lupo e aspetto di essere conquistata dal tuo atipico giallo che non dovrebbe piacere ai lettori, ma che i lettori hanno premiato. Buona fortuna!
Alexandra
codice utente 22630
Commento #3
8/5/2014
Salve, Enrico. L'iter di un libro è sempre impegnativo, soprattutto se è di genere, in questo caso, un giallo. C'è molto affollamento, ma se tu credi nella tua opera, devi insistere. Penso che il giudizio dei lettori in Ioscrittore ti mostri pregi e difetti della tua opera. Poi, riproporla, vedere cosa c'è in libreria, leggersi Tuttolibri per un confronto, non fa male. Anche trasformarne un capitolo in un racconto e vedere come reagiscono i commentatori in siti creati apposta (penso a Usam, che accoglie tutti i generi), non faccia male. Almeno, c'è la soddisfazione di vederlo letto e commentato ulteriormente anche in altra forma e poi si possono leggere anche racconti dello stesso genere letterario e imparare nuove lezioni per migliorarsi.
Il Re degli Sfigati
codice utente 48818
Commento #2
8/5/2014
Anch'io sono d'accordo con le tue valutazioni "editoriali". Inoltre complimenti, quando potrò ti leggerò.
dina
codice utente 42431
Commento #1
8/5/2014
Caro Enrico, ti faccio i migliori auguri per il tuo libro, si chiamano così anche gli e-book, mi confermi ( a proposito di pregiudizi), e grazie soprattutto per la constatazione finale che condivido in pieno.
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