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Una compagna di viaggio un po' speciale

18 maggio 2012 | di Redazione IoScrittore.
Siccome sono curioso ho chiesto a Valentina di dirci cosa accadeva dietro ai suoi occhi in una giornata così particolare. Qual era il suo vero sguardo. Ecco a voi la ‘sua Torino’.
Stefano Mauri
 
Arrivo a Torino che è l'ora di pranzo. Fa caldo, c'è una cappa grigia e soffocante che non lascia respirare. Non che io me ne accorga, sono all'incirca cinque ore che non respiro per l'ansia.
Prendo un taxi per il Lingotto, il tassista chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera e io riesco a rispondere solo "Sì", "Certo", "Ha perfettamente ragione"... E un paio di volte mi scappa pure un "Non ci sono più le mezze stagioni".
Arrivo al Salone del libro e c'è tantissima gente, una fila lunghissima per entrare. A me però mi vengono a prendere, forse perché quando li ho chiamati mi hanno sentito disperata e si sono inteneriti.
Mi fanno passare dal retro, dalla parte dei vip e degli addetti ai lavori, e io un po' mi vergogno e un po' no, tengo la testa bassa e fumo, una sigaretta dopo l'altra.
 
Dentro è peggio che fuori, c'è gente ovunque. Arrivo allo stand GeMS e mi prende un colpo: su una delle pareti esterne c'è la mia faccia. Non che non l'avessi già vista, ma vederla così ingrandita fa un certo effetto. Lo spazio è affollatissimo, le persone entrano, escono, chiacchierano, sgomitano, passeggiano tra i libri, li sfogliano.
Tra le pile di libri c'è anche il mio. Qualcuno lo prende in mano, lo sfoglia, guarda la quarta di copertina, poi lo posa. Qualcun altro invece decide di acquistarlo, e io provo immediata simpatia, chissà perché.
Il mio osservare dura poco, perché mancano pochi minuti alle tre ed è già ora di spostarsi per l'incontro allo stand Ibs.
Il momento di salire sulla pedana allo stand arriva presto, troppo presto per i miei gusti. Mi fanno sedere tra Stefano Mauri e Donato Carrisi. Poco più in là ci sono Marco Vichi, rilassato, Elena Cabiati, esordiente e tesa come me (ma lei almeno respira!) e Oliviero Ponte di Pino che sta proprio a suo agio, beato lui.
Si parla, ci si racconta. Io sto lì, ascolto e penso a quello che dovrò dire a breve, e spero di dirlo non bene, perché bene non ci riuscirò mai, però almeno che si capisca in che lingua parlo.
Poi arriva il mio turno. Prendo il microfono e mi dissocio. Mi dissocio davvero: una parte di me sta lì seduta che parla della bellissima e costruttiva esperienza che è stata il torneo IoScrittore e dell'emozione dell'esordio davanti a tutta quella gente che sorride (sorride!), l'altra parte di me è già fuori che si fuma beata la sigaretta del dopo, quella di quando ricomincerò a respirare.
Poi, veloce e indolore, finisce. Finalmente posso tornare giù, e quando scendo dal palco mi rendo conto che nonostante la paura, l'ansia, il terrore di non farcela, ce l'ho fatta.
E le persone lì sotto sorridevano, ed erano le stesse persone che poi sono venute a chiedermi una firma e una dedica sul mio romanzo appena acquistato.
E allora non ho avuto più paura, anzi.
È una di quelle cose che sembrano difficili finché non le fai.
Dopo, la gioia e la soddisfazione che provi le augureresti a chiunque, soprattutto ai partecipanti del torneo di IoScrittore, quelli delle scorse edizioni e quelli di questo anno. Soprattutto a loro, perché è da lì che vengo ed è lì che "il rumore dei tuoi passi" ha avuto i suoi primi lettori e soprattutto perché oltre alla possibilità di pubblicare, in questo torneo ho trovato degli ottimi amici e degli ottimi compagni di viaggio. Perciò auguro a loro, soprattutto a loro di trovare la "strada buona",  quella  che li porti lontano. In bocca al lupo, ragazzi!

Valentina D'Urbano è autrice di "Il rumore dei tuoi passi", edito da Longanesi
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commenti degli utenti
PEPPE
codice utente 24394

Commento#15
11/5/2014
ciao

Cuccumiau
codice utente 8490

Commento#14
21/5/2012
Valentina ha una marcia in più! Sempre pensato. E' brava, ironica, intelligente e molto bella (cosa che non guasta quando si fa marketing!) Ho letto il suo libro nella versione del Torneo. Non ti passava tra le mani inutilmente. Ora ho comprato il libro e tra breve lo leggerò per capire tutto il lavoro fatto in faso di editing. Ci siamo spesso "parlati" su FB. Ha sempre saputo darmi una visione delle cose trasversale. Non è malata di protagonismo e sa ridere di se stessa. In un mondo di tromboni è un'altra rarità. In bocca al lupo per tutto. :-) Da un fan della prima ora. ehehhehe

algol
codice utente 23084

Commento#13
20/5/2012
Ciao, Valentina! Hai tutta la mia simpatia e tante, tantissime congratulazioni... :-)

Valentina D.
codice utente 43876

Commento#12
20/5/2012
Oh eccomi. Ho un raffreddore che sono sicura mi porterà alla tomba (e domani devo pure parlare in radio, ci mancava solo il naso chiuso...) Grazie a tutti per i complimenti, davvero, in queste occasioni non so mai che dire, c'è solo da sentirmi in imbarazzo :)

bubu
codice utente 7371

Commento#11
20/5/2012
Inutile sottolineare la simpatia di Valentina che trovo notevole!

bubu
codice utente 7371

Commento#10
20/5/2012
Commento amaro, più che amaro, oserei dire sciocco! Non sempre si sa dell'apertura di nuovi blog, al posto di fare un commento inutile, bastava pubblicizzarlo come ha fatto qualcun altro... Complimenti a Valentina, anche se li ho già fatti su FB e la solidarietà, più che scrivere un banale post, si dimostra di più acquistando il libro... io l'ho fatto appena saputa la notizia, e tu? Simpatico Commento amaro?

Morgana
codice utente 22817

Commento#9
20/5/2012
Valentina, grazie! Grazie per il tuo racconto, per le tue parole, per la tua sensibilità. La "tua Torino" è ricca di tutti gli ingredienti di una giovane scrittrice, si "sente" la tua emozione, si respirano i tuoi sogni, i desideri... La passione e il talento ti hanno condotto fin qui... buona fortuna! per tutto quello che seguirà.

Uno dei 1109
codice utente 41161

Commento#8
20/5/2012
Ho letto con vero piacere il racconto di Valentina sulla sua esperienza a Torino. La sua autoironia mi ha strappato molti sorrisi. Brava!

lettora
codice utente 10179

Commento#7
20/5/2012
Grazie Ars per avermi indirizzata qui. Non avevo notato la pagina! :)

lettora
codice utente 10179

Commento#6
20/5/2012
Valentina, anch'io a Torino ho ammirato la tua disinvoltura. E io che mi dicevo "Ecco, un buon motivo per non pubblicare mai è quello di evitarsi una figuraccia plateale" Per me sarebbe panico totale. Tu sei stata non brava, molto molto più che brava. Unico rammarico nel caos mi son persa l'occasione di stringerti la mano e di avere quella benedetta dedica sulla prima pagina. Il libro è bellissimo, finito anch'io in due giorni.

Ars
codice utente 8988

Commento#5
20/5/2012
Ciao Valentina, complimenti per essere arrivata lì dove tutti noi sogniamo di arrivare, un giorno. Grazie soprattutto per quel "perché è da lì che vengo". Il tuo romanzo non l'ho ancora letto, ma ci ha pensato la mia compagna che l'ha fatto fuori in due giorni. Pare le sia piaciuto un bel po'... Un caro saluto.

Ars
codice utente 8988

Commento#4
20/5/2012
Senti un po', Commento amaro, prima di sparare a zero, informati sulle dinamiche di queste pagine: i frequentatori abituali di solito sono fissi su una pagina (in questo momento è "Le 200 opere finaliste", mentre prime era "Abbiamo trovato la terza via". Questo spiega rispettivamente i quasi 2.600 e 11.800 commenti (non 1.181). In sostanza, il "blog" non se n'è ancora accorto, di questa pagina (nel weekend il traffico è molto basso), altro che egoismo o invidia...

Commento amaro
codice utente 6047

Commento#3
19/5/2012
E' davvero avvilente constatare come la maggior parte dei concorrenti di questo Torneo siano degli egoisti patentati. I numeri parlano chiaro: "Dal Salone del libro e non solo" 265 commenti. "Abbiamo trovato la terza via" 1181 commenti, "Le 200 opere finaliste" 2591 commenti. "Una compagna di viaggio un po' speciale" 1 commento, perché l'altro è dell'autrice. E' davvero una vergogna che tra di noi non ci sia un cazzo di solidarietà. Volevo dire da parte mia complimenti a Valentina e fare un appello a seguirla lunedì su Fahrenheit. Che non è che ci vanno proprio tutti a Fahrenheit, eh? Perciò, abbasso l'invidia. Viva Valentina D'Urbano. Eccheccazzo!

Valentina D.
codice utente 43876

Commento#2
18/5/2012
Ciao Nina! Altro che tranquillissima, mi sentivo costantemente sul punto di svenire (Sperando di cadere dritta sul tavolo e non finire addosso a Mauri o a Carrisi...), e sì, quando ho parlato della mia esperienza in Longanesi mi è venuto naturale guardare dove erano editor e direttore editoriale della CE, anche per condividere quel momento in cui loro, anche se non erano sulla pedana, facevano parte del discorso quasi quanto me, senza dire che poi, durante un momento del genere, cercare l'approvazione di persone che credono nel tuo lavoro è fondamentale :) Per quanto riguarda i giudizi dei lettori che mi hanno avuto in sorte durante il primo torneo, quelli orientati al negativo si incentravano tutti (chi più chi meno) sugli stessi limiti e difetti. Quando ho cominciato a lavorare con l'editor lui mi mosse le stesse critiche che mi erano state mosse in fase di giudizio. Certo, la differenza era che lui, facendo l'editor di professione, sapeva anche indirizzarmi verso la via giusta da imboccare. Vedeva le stesse cose che avevano visto i primi lettori, ma lui sapeva come porci rimedio al meglio, è il suo lavoro! ;)

nina
codice utente 38088

Commento#1
18/5/2012
Valentina leggerti mi ha provocato qualche brivido. Ti ho ascoltato a Torino e devo dirti che sembravi tranquillissima! Mi piace il tuo riferimento all'origine "io scrittore" quando dici "è da lì che vengo". Io ero lì per la famosa selezione e non avevo l'ansia di sapere. Mi piaceva starvi a sentire. Le cose che mi hanno più colpito sono state il contenuto della tua storia, la non solitudine dello scrittore (Spagnol), l'enfasi sul lavoro di collaborazione tra autore e editor (Mauri) e la tenacia di Marco Vichi. Quando hai raccontato che un giorno il tuo editor ti ha telefonato chiedendoti "che ne diresti se lo pubblicassimo su carta "il rumore dei tuoi passi"?". Lì mi è parso sia partito uno sguardo tra te e il tuo editor che si trovava in piedi alla tua destra. In lui ho visto un'immensa soddisfazione per te, quasi paterna, e anche questo mi è piaciuto! Posso farti una domanda? Tu che hai avuto per il tuo romanzo prima i giudizi dei lettori-aspiranti scrittori e poi l'impatto con i professionisti della GeMS hai notato macroscopiche differenze di giudizio rispetto al tuo testo? Se hai avuto modo di guardare i vari blog e su questo tema che si dibatte aspramente in questi giorni.

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