Se l’hai scritto va valutato!

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Il potere della fantasia

26 aprile 2012 | di Carlo Deffenu.
Sono sempre stato un bambino calmo, riflessivo e chiuso in un mondo tutto suo.
Occhi verdi, capelli castani con un lungo ciuffo che cadeva sugli occhi, e un paio di occhiali con una montatura troppa grossa e scura che mi trasformava in un piccolo Albano. Disegnavo sempre con matite e colori il mondo fantastico che sognavo ad occhi aperti. Disegnavo di tutto. Illustrai il “Pinocchio” di Comencini con Nino Manfredi nei panni di Geppetto, catturato dalla storia e innamorato della Fata Turchina. Più tardi mi dedicai ai robot Japan e ai supereroi della Marvel. Successivamente mi cimentai in grandi disegni astratti che appendevo in camera o regalavo agli amici dei miei genitori, che mi guardavano sempre come un piccolo genio incompreso. Leggevo Topolino, Zagor, L’Uomo Ragno, i romanzi d’avventura di Conan e sognavo di diventare esattamente come LORO. Svegliarmi una mattina e ritrovarmi alto, muscoloso, con la vista a raggi X e la forza strepitosa di Superman. Non capitò mai. Continuai a indossare i miei occhiali spessi e i miei vestiti magri per andare a scuola. 

Non alzavo mai gli occhi dal marciapiede, troppo timido per guardare il mondo in faccia.
Mia nonna mi osservava pensierosa e mi diceva: «Tu diventerai un architetto famoso. Disegni cose troppo belle per non creare qualcosa di grandioso!»
Mia mamma mi guardava e mi diceva: «Tu, figlio mio, sei così sensibile, che diventerai un chirurgo famoso. Curerai le persone malate e aiuterai i sofferenti con la tua scienza.»
Mio padre mi spiava mentre giocavo e mi diceva: «Tu diventerai un grande calciatore. Giocherai in serie A e ti sposerai con un’attrice bellissima.»
Io ascoltavo le loro profezie e pensavo che di costruire ponti, di curare la gente malata e di giocare a pallone per sposare un’attrice famosa non mi fregava nulla!
Io pensavo solo alle mie fantasie.

Scrivevo poesie, racconti, abbozzi di romanzi e lo facevo con la penna a biro e il quaderno a quadretti. Storie influenzate da fumetti, romanzi d’avventura e telefilm che vedevo in tv. Saghe famigliari impossibili e storie di orfane che cercavano un riscatto. Se ci penso ora mi nasce spontaneo un sorriso imbarazzato. 
Per anni ho studiato, vissuto e cercato una strada che potessi sentire almeno un po’ mia.
Non sono diventato niente di tutto quello che sognavano i miei famigliari veggenti.
Ho continuato a disegnare e a scrivere nella solitudine della mia cameretta.
Il mio battesimo è arrivato con la prima edizione di Io Scrittore. Spedii una raccolta di racconti. Passai nei 200 e lì mi fermai. L’aspetto più emozionate fu mettere il mio “bambino” nelle mani di persone che non conoscevo. Attendere i loro giudizi e i loro voti. Immaginavo i miei lettori come appassionati di scrittura che sognavano le stesse cose che sognavo io e questo mi entusiasmava. Grazie al Torneo ho conosciuto delle persone stupende. Ci siamo confrontati, consolati e stimolati. Scrivere è un’attività così solitaria che spesso si perde il senso della cose che fai.
 
Per la seconda edizione ho scelto di partecipare con un romanzo scritto per l’occasione. Sono arrivato tra i primi 30 (non vi dico il pianto e l’emozione quando via internet ho scoperto in tempo reale che il mio “bambino” era arrivato in finale!) e ora sono uscito in versione ebook. Un piccolo, grande passo verso un sogno che sento sempre più fulgido e stimolante. 

Sono in gara anche quest’anno. Non mi sento arrivato da nessuna parte e per questo ho deciso di mettermi in gioco ancora una volta. Sperando in lettori attenti, onesti e amanti delle parole scritte.
In me c’è ancora quel bambino occhialuto che sognava di diventare agile e potente come Peter Parker. Ho perso il ciuffo ribelle, non mi sono sposato con una velina e sono ingrassato. 
Le mie ragnatele sono le storie che scrivo… sono loro che mi tirano su e mi salvano dal nemico: la noia e la rinuncia. 

Credeteci.
Disegnate il vostro destino.
Io ci provo ancora.
Niente biro e quaderno a quadretti.
Il fedele computer e tutto un mondo da svelare.
Mia madre, mio padre e mia nonna hanno letto il mio libro.
Si sono emozionati e hanno capito perché perdessi tanto tempo chino sulla scrivania della mia cameretta.
Anche queste sono piccole rivoluzioni.

Carlo Deffenu è autore di "Un posto molto lontano da qui", disponibile in ebook nel negozio del Libraio.
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commenti degli utenti
Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#32
7/9/2012
Caro LETTORE DELLA BOZZA, preso dal lavoro mi sono reso conto del suo commento solo oggi. Chiedo perdono. Leggendo il suo intervento ho riconosciuto il giudizio ricevuto nella seconda fase del torneo. Infatti il suo commento lo ricalca quasi identico. Cosa dire? Grazie per avermi scelto e riletto. I refusi di cui parla mi piacerebbe individuarli uno a uno (possibile che siano sfuggiti a me e agli editor?) e rendere il testo più compatto (ma si sa...i refusi saltano sempre fuori quando meno te lo aspetti!). Mi dispiace l'appunto sui mini-capitoli che lei trova inutili. Per me tutto ha un senso. Ma sono di parte...lo capisco. Il libro è diviso in due parti, è vero, e ha due toni narrativi distinti per ovvie ragioni: nella seconda parte diventano protagonisti i ragazzini. Nella prima parte invece tutto si concentra sui tormenti di un uomo di mezza età. Mi sembra normale approcciare i vari momenti con un tono diverso. Il finale per me è la chiave di tutto. Vede com'è strana la percezione delle storie? Grazie comunque per le belle parole e le per critiche costruttive. Un buon editor serve sempre...attendo che qualcuno si accorga di me...e che qualche comodino sia rimasto libero. :-)

Lettore della bozza
codice utente 7637

Commento#31
13/7/2012
Ciao. Letto il romanzo nella seconda fase, acquistato ebook alla sua uscita. Cosa dire? I refusi sono rimasti. Sono pochie banali. Peccato. Per il resto rimane il giudizio che ti ho dato. Il genere non è decifrabile:oscilla tra sentimenti, thriller alla King e fantasie sospese tra sogni, incubi e realtà. L’incipit è promettente, la lettura appare piacevole e scorrevole. Poi la trama si intreccia tra diverse storie correlate tra loro col collante di un personaggio Dumas che in qualche modo segna le vicende dei tre protagonisti, Denis, Danette, Polar. Però il romanzo è un saliscendi tra tensione narrativa e calma descrittiva. Ci sono troppe pause non sempre giustificabili, ma ci sono anche ottimi capitoli per l’intensità narrativa e per il clima che è riuscito a creare. Il lungo romanzo sembra spezzato in due parti distinte: la prima termina col capitolo 35 e la seconda inizia col 39 con due toni narrativi distinti. Il primo tutto incentrato sui sentimenti, le sensazioni, sulle riflessioni dei vari personaggi. Il secondo sulle forze oscure, sul male, sui flashback giovanili che invano i protagonisti hanno cercato di seppellire. In ognuna di queste parti l’autore ha scritto delle pagine che stimolano il lettore, che lo tengono avvinto sulle pagine. Ne cito alcuni: il capitolo 1, 35, 77, 78 e 79. Ottima per il tono è la lettera di Dumas a Polar nel cap. 79. Quello che disturba sono quei minicapitoli più da blog che da romanzo di poche decine di righe che appaiono come per fare numero. Altro elemento negativo sono i cali di tensione seguenti ai capitoli più intensi. Deludente è pure il finale come se avesse avuto fretta di chiudere o fosse a corto di idee. L’epilogo potrebbe essere tolto senza togliere nulla alla storia. Potrebbe essere ricavato un buon romanzo. Al momento sembra incompleto, bisognoso di attenzioni. Si dovrebbe togliere la sensazione che sia stata la storia a guidare la scrittura e non il viceversa. L'ho letto con la stessa intensità di allora ma se trovi un buon editor ne puoi uscire un ottimo romanzo.

Elena
codice utente 8490

Commento#30
27/5/2012
Ricordi che ti ho scritto in bacheca che non riuscivo a smettere di leggere il tuo romanzo UN POSTO MOLTO LONTANO DA QUI? L'ho finito la sera dopo (notte fonda) e questo è un buon segno...E' appassionante - i personaggi si fanno amare - forse perchè ho figli adolescenti e ho avuto l'impressione che davvero dietro i silenzi di quell'età possa nascondersi parte di quanto hai scritto. Però...Non voglio lasciarti in sospeso. Non è un però critico: è che ho avuto l'impressione, alle ultime pagine, di uno di quei risvegli improvvisi, di quando ti stai addormentando e già sogni, e ti senti cadere per ritrovarti con un brusco sussulto nel tuo letto. Significa che la storia è bella? che è brutta? Non lo so. Per me significa che devi continuare a pensarci anche dopo che hai letto l'ultima riga. Non credo che si possa chiedere di più a un libro. Volevo dirtelo.

Monica
codice utente 8490

Commento#29
27/5/2012
Ho finito il "tuo libro fighissimo". Mi è piaciuto. Ora sento una forte stretta al cuore e un nodo in gola. Mi hai emozionata. Ti devo anche ringraziare perché non so come e non so perché ma mi hai illuminata. Leggendo il tuo libro ad un certo punto mi è scattato qualcosa e ho completamente stravolto un personaggio del libro che sto scrivendo. Anche se la mia storia non ha nessuna attinenza e niente in comune con il tuo romanzo, ma è successo. Grazie.

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#28
13/5/2012
Ora che non sono passato con il mio nuovo romanzo...ora che ho sentito il sapore amaro della sconfitta e la delusione del volo spezzato (ma come sono aulico!)...ora...DEVO rileggere la mia letterina per ricordarmi sempre chi sono e quanto valgo. Credici Carlo...credici e disegna il tuo futuro con le matite della fantasia. P.S.- cosa vi siete persi! :-)

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#27
8/5/2012
Ciao Pat, credo sia normale il pericolo che corriamo quando leggiamo il romanzo di un "amico". Tendiamo a perdonare buchi e mancanze che ad altri non lasceremmo passare. Non so da che punto la mia storia ti abbia convinto e fatto capire che non sarebbe caduta dalle tue mani. Che dire...le tue parole mi hanno davvero spiazzato. Ho scritto il romanzo senza sapere dove mi avrebbe portato. Ci ho messo dentro moltissimo...forse troppo. Sapere di aver colpito il cuore di qualcuno è una gioia davvero grande. :-)

il boia in tutù
codice utente 8441

Commento#26
8/5/2012
Mi hai anticipato di poco... L'ho finito. Da un pezzo. Ammetto che volevo trovarti bravo Carlo, perchè ormai avevo deciso che così doveva essere, e già ero ben disposta nei confronti del romanzo, ma forse proprio per questo ho cominciato a leggere con cautela, maneggiandolo con cura, come se potesse cadermi di mano. Nel caso sarei stata disposta a raccoglierlo, a spolverarlo e proseguire, ma da un certo punto in poi ho capito che non sarebbe caduto, e che da quel punto ormai mi era già piaciuto comunque fosse andato avanti. Perchè sei bravo, Carlo. E perchè ho trovato questo romanzo come un'offerta generosa, un mazzo di emozioni, ogni fiore un dettaglio, ogni dettaglio un odore, tinte diverse, luci, abbagli, e in fondo finalmente, nodi che si sciolgono. Come quelli in gola. Bravo, davvero.

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#25
8/5/2012
Il Boia In Tutù mi ha tagliato la testa dopo avermi letto? Batti un colpo...Pat. Sono curioso. :-) P.S.- ringrazio tutte le persone che mi hanno espresso il loro pensiero. :-)

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#24
5/5/2012
Cara Monica, grazie per avermi scelto. Prenditi tutto il tempo che ti serve. Capisco benissimo. Anche io devo sentirmi in sintonia con il libro e trovarmi in un momento prolifico. Ora sono alle prese con l'ultimo libro di Niccolò Ammaniti. Autore che seguo da anni. Un esempio di scrittura per me. Per quanto riguarda la creazione dei personaggi, sai, alla fine, penso che siano dei filtri per il passaggio delle nostre emozioni. Qualcosa rimane sempre imprigionato nella rete. :-)

monica
codice utente 37511

Commento#23
5/5/2012
Sono d'accordo con te Carlo, quando dai vita ad un personaggio entri in lui pensi come lui e provi le emozioni che lui prova ma in fondo sei tu. La fantasia e la cretività ti aiuta a dargli un naso una bocca, gli occhi, a farlo grasso o magro alto o basso. Con la fantasia crei le situazioni, ma le emozioni, quelle, per poterle descrivere devi averle vissute o almeno percepite. Devi in qualche modo esserne entrato in conttato e, se hai un animo sensibile risci a percepire e riconoscere le ansie, le paure e anche le gioie di chi ti sta intorno assorbendone le essenze. Tutto questo entra a fare parte di te e inevitabilmete lo riversi negli interpreti delle storie che inventi. Oggi ho acquistato il tuo e-book, non vedo l'ora di leggerlo ma non voglio farlo in fretta quindi aspetterò di avere il tempo per farlo con calma.

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#22
3/5/2012
Caro Giammy, credo che in un romanzo qualcosa di autobiografico filtri sempre. Non capita tutte le volte in modo volontario. La storia che racconto non ha nulla di strettamente mio, ma, chi mi conosce, troverà più di uno spunto interessante tra le pagine del libro. Piccole sfumature. Nulla di più. Sfumature importanti. Sono loro che regalano profondità alle cose. :-)

Giammy
codice utente 20373

Commento#21
3/5/2012
Ciao Carletto, ho letto il tuo libro, piano piano e gustandomi giorno dopo giorno quelle pagine. Io ho una domanda: quanto della tua esperienza di vita personale hai riversato nei personaggi?, e se si in quali?

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#20
3/5/2012
ahahah...ora ho capito. :-) Che onore... Una delle interviste più belle che ho fatto. :-) Mitica...

il boia in tutù
codice utente 8441

Commento#19
3/5/2012
Boia in tutù=Ombre Azzurre

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#18
3/5/2012
Cara Niki, ho letto sul blog che citi i miei ringraziamenti dove includo molti amici conosciuti grazie al Torneo. Per me era essenziale e doveroso citarli e ringraziarli uno per uno. Sono stati importanti per limare e lavorare al testo che ora splende in formato ebook. Spero che il mio piccolo omaggio sia stato gradito da tutti. :-)

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#17
3/5/2012
Boia-Pat (ma quale Pat? Io sono molto distratto! eheheh) l'episodio del pozzo ha colpito molte persone. Non so se ha provocato lacrime, ma sicuramente ha scosso gli animi. Sapere che hai spostato un appuntamento per leggermi non può che rendermi felice. :-) Fammi sapere quando arriverai alla fine cosa ne pensi. Un abbraccio.

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#16
3/5/2012
Cara Niki, non sempre la quotidianità è normale e serena. Quanti ragazzi problematici esistono nel mondo? Quanti rifiutano la scuola, si chiudono, si isolano in una gabbia che esclude tutto il resto? Denis è più normale di quanto possa sembrare a una prima valutazione superficiale. E così anche Danette con la sua paura per le Ombre. Alla sua età il buio non è solo oscurità.Palpita di presenze, fantasmi, paure. Tutti abbiamo guardato sotto il letto prima di andare a dormire. O almeno molti lo hanno fatto con il cuore in gola prima di spegnere la luce sul comodino. Le mie paure le ricordo tutte. Sono state solide, invadenti e invalidanti. Non mi va di parlarne qui. Forse un giorno inseritò le mie paure in un romanzo. Le mie fonti d'ispirazione? Non saprei rispondere con esattezza e precisione a questa domanda. Credo che nella mia testa ci sia un frullato di molte cose. Fumetti (che ho sempre amato e divorato) film e romanzi. Ho letto quasi tutto King. In qualche modo mi ha condizionato. Ne sono certo. Le mie 5 sorelle sono sempre state un tesoro di storie e umori. Io sono il più grande e le ho viste crescere e diventare donne. Vivevo con una mamma, una nonna, 5 sorelle e un papà. Ovvio che il mio mondo sia stato dominato dalle presenze femminili. Mi dici che il mio stile nasconde un approccio quasi femminile. Per me, questo, è un grande complimento. Io continuo a crescere e cerco di capire dove mi porterà la mia scrittura. Il nuovo romanzo ha uno stile completamente diverso. Più ritmo e velocità. Vedremo se verrà premiato o bocciato. Restiamo in ascolo. :-)

il boia in tutù
codice utente 8441

Commento#15
3/5/2012
Cuccu, ti sto leggendo, sono appena uscito dal pozzo e ho gli occhi che sono due spugne, avrei bisogno di strizzarli ma non voglio farmi vedere... adesso vado oltre, poi mi rimetto la mia divisa ricomposta di professionista serio e torno di là. Per il momento ti dico solo che ho fatto spostare un appuntamento per leggerti... parlo al maschile perchè sono il boia. Ma tu lo sai che sono Pat.

niki
codice utente 7837

Commento#14
3/5/2012
Anch'io credo che l'effetto inquietante stia nel contrasto tra il quotidiano e quel 'qualcosa' che rompe la quotidianità; solo che, in genere, la sopracitata quotidianità è 'normale', quasi banale, fatta di gesti consueti e rassicuranti. Nel tuo romanzo la realtà di partenza è già una realtà problematica e uno si concentra su quello, quasi cercasse un certo tipo di 'senso profondo', per poi essere 'costretti' a rivedere tutto. Ripeto: non ho capito se è un pregio o un difetto ma mi ha lasciato, senz'altro, qualcosa su cui riflettere. Quali autori ti hanno ispirato? Il fatto di essere circondato da tante sorelle ha influito sulla tua sensibilità?

Un posto molto lontano da qui
codice utente 8490

Commento#13
1/5/2012
Ciao Niki, sono felice di averti sorpreso con il mio libro. Hai ragione. Il cambio di registro c'è ed è voluto. Come in King (che tu citi per paragonare la mia storia a un autore noto) il male, il mistero, le ombre...invadono la realtà quotidiana e tra fornelli e problemi comuni modificano il destino dei personaggi. In fondo tutti i personaggi del mio romanzo sono bloccati da una paura, da un limite, da un freno psicologico ed emotivo. L'Ombra li unirà. Per assurdo il "male" li unirà e li salverà. La prima parte è più intimista perché introduce i personaggi, le loro storie e delinea il contesto e l'atmosfera. Tutto è perfettibile. Ne sono consapevole. Grazie per il tuo commento e per la tua attenzione. Un 9 non mi sembra un voto da buttare via. Che dici? :-) P.S.- spero che la simpatia sia confermata. ehehhe

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